PARLA IL COMITATO “BOSCO LIBERO DAL NUCLEARE”

A due passi dalla Riserva naturale del Torrente Orba e dal sito monumentale di Santa Croce, in una fertile piana dove ancora oggi sono presenti i resti dell’antica via Emilia, dovrebbe sorgere un enorme deposito, sembra sotterraneo, di scorie radioattive provenienti da lavorazioni nucleari

Siamo nel comune di Bosco Marengo, ma a questo deposito è direttamente interessato anche il vicino comune di Frugarolo. La questione però, non è solo riferita a questi due comuni, ma a tutto il territorio più ampio a ridosso del novese perché un deposito di tal genere, come ci è stato ampiamente spiegato nel video che qui di seguito vi alleghiamo, avrà ripercussioni anche su tutti gli altri comuni del circondario, in primo luogo Novi Ligure.

Ripercussioni quali, oltre ai rischi connessi allo stoccaggio di tali sostanze radioattive, l’intaccamento delle sottostanti falde acquifere, il dissesto idrogeologico del territorio e l’immancabile aumento di traffico di autoarticolati per la realizzazione del sito, prima, e per il trasporto di queste sostanze pericolose, dopo.

Consapevoli di tutto ciò, gli abitanti del posto, allarmati da queste notizie che ancora non hanno nulla di ufficiale, si stanno mobilitando per tempo ed hanno costituito un comitato ad hoc, il comitato “Bosco libero dal nucleare”, al cui interno siedono tecnici e legali competenti in materia.

Noi sulle pagine di questo giornale ne avevamo già dato notizia e avevamo già fatto un sopralluogo su quest’area che dovrebbe essere interessata dal deposito, producendo un apposito filmato e pubblicando anche un documento tecnico inviatoci dal Comitato stesso. Di questi due nostri precedenti servizi, quale richiamo di memoria, qui di seguito vi accludiamo i link:

Oggi invece abbiamo incontrato i membri di questo comitato e intervistato il suo presidente, Roberta Tornielli, la quale, spalleggiata dai suoi tecnici, ci ha rilasciato l’intervista che qui vi proponiamo.

Noi saremo comunque sempre disponibili a seguire l’evolversi della situazione e certamente continueremo a dare voce a questo comitato che, nell’ambito di quella moderna “mobilitazione cognitiva” individuata dagli studiosi di scienze sociali, rappresenta molto bene queste nuove forme di cittadinanza attiva e di partecipazione politica dal basso.

Gian Battista Cassulo

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