IL “REVIVAL” DI NOVI LIGURE, UN LOCALE CHE CAMBIÒ UN’EPOCA

Una discoteca che ha lasciato un segno nei giovani novesi degli anni Settanta

Il Revival di Gigi Santi, per noi che a Novi Ligure agli inizi degli anni Settanta eravamo sui venti/venticinque anni fu una vera bomba, perché all’improvviso ci proiettò in un altro mondo: quella della musica che ti faceva saltare dalla sedia e catapultarti a centro pista. Già Il Mulino di Borghetto Borbera era su quella strada, ma il Revival fu l’università delle discoteche e noi giovani dell’epoca, andandoci ci sentivamo proiettati in un’altra dimensione.

Io feci un po’ fatica ad abituarmi a quel nuovo mondo, perché ero ancora legato alle classiche sale da ballo dove l’orchestrina di turno suonava i canonici tre “lenti” e poi i tre “veloci”. Durante i “veloci” stavo sempre ai bordi, scrutando la “fauna femminile” e poi quando partivano i lenti scattavo a chiedere un ballo, a volte con successo a volte prendendo il classico “cappello”.

Questo schema con il Revival fu completamente modificato perché, sin da quando scendevi le scale per entrare nel “covo”, dove il Gigi stava alla consolle come un re, eri preso da quella musica tambureggiante che, con la complicità di luci psichedeliche, ti faceva muovere le gambe senza volere, facendoti venire subito la voglia di gettarti nella mischia.

Negli anni Settanta, mentre nel mondo stava succedendo di tutto, dalle guerre alla crisi petrolifera, noi giovani a Novi stavamo vivendo la “nostra stagione”, forse una stagione di incoscienza, tanto che io, non potendo a quei tempi usare l’auto per via dell’Austerity, mi comprai un cavallo.

Ma fu la stagione di una giovinezza nuova, più libera meno disinibita e di questo devo dire grazie al Revival e a Gigi Santi e al suo fantastico staff, perché fu forse proprio allora che riuscimmo, sia pure inconsapevolmente, a dare un taglio con il nostro passato. E fare un salto verso una società meno ingessata, ma ancora ricca di pregiudizi e di demagogia.

 Gian Battista Cassulo

La foto di copertina, scattata il 15 febbraio 1973, è stata tratta dal profilo Facebook “Album di famiglia 6 di Novi se…” curato da Enzo De Cicco. Da sinistra Franco Accatino (detto Faffo), Piero Brocca, Enzo Baiardo, Gigi Santi, Vito Montessoro.

2 Replies to “IL “REVIVAL” DI NOVI LIGURE, UN LOCALE CHE CAMBIÒ UN’EPOCA”

  1. Un vero amico,un collaboratore indispensabile,senza di Lui probabilmente tutta la storia REVIVAL non ci sarebbe stata. Ho saputo solo oggi della triste notizia non potendo pertanto partecipare alle esequie emi dispiace moltissimo. CIAO VITTO!

  2. Ciao Gigi, l’epoca del Revival è stata una stagione da leoni, nata in tempi di grandi cambiamenti, quando il nostro Paese stava affrontando la stagione dell’Austerity per diventare più adulto e più moderno. Il Revival , sia pure a livello locale, aveva interpretato alla lettera quel cambiamento, e noi, con quell’incoscienza giovanile che contraddistingue solo chi pensa al futuro, ci gettammo oltre lo steccato delle vecchie convinzioni sociali. Tu hai fatto tanto e con il tuo gruppo, con Vittorio in testa e con la sua discreta presenza, avete fatto una grande cosa: quella di rendere più moderna e aperta al nuovo un’intera generazione di giovani novesi! Un abbraccio da GB Cassulo detto il “Geo”

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