ARQUATA SCRIVIA: A PALAZZO SPINOLA LA MOSTRA DI VITO BOGGERI

Sabato 30 Ottobre nel palazzo comunale di Arquata Scrivia avverrà l’inaugurazione della mostra di Vito Boggeri, un viaggio artistico tra alcune fiabe della tradizione italiana, raccolte e trascritte in lingua dai vari dialetti da Italo Calvino, pubblicate nel 1956. A quasi un anno dalla scomparsa del grande artista serravallese, arriva la sua prima mostra personale con la rassegna “favole disegnate”: l’illustrazione delle prime 25 fiabe della raccolta di Italo Calvino, l’ultimo progetto a cui Vito Boggeri aveva lavorato. Artista dell’energia inesauribile, Vito Boggeri aveva idee che correvano sempre veloci

Una mostra che il Comune di Arquata ha accolto fin da subito con entusiasmo” afferma l’Assessore alla cultura e vicesindaco Nicoletta Cucinella “lo stesso entusiasmo che trasmetteva Vito Boggeri quando parlava di arte. Oggi sicuramente sarebbe stato felice del risultato espositivo e del catalogo che è quasi un libro da sfogliare, con curiosità fanciullesca e spunti di approfondimento per gli adulti. Ringraziamo Libarna Arteventi per il supporto nell’organizzazione, la loro professionalità è stata fondamentale”. E continua: “Questa manifestazione rientra in un progetto più ampio dedicato alla valorizzazione della Fiaba come strumento didattico, antropologico e culturale. Le condizioni ci hanno permesso quest’anno di riprendere con nuovi buoni propositi, sempre nell’ottica di promuovere il territorio e le sue peculiarità, quindi anche gli artisti locali; oggi Vito Boggeri e pochi mesi fa Enrico De Benedetti”.

L’idea di un ‘viaggio disegnato’ tra il reale e l’irreale della novellistica popolare, passando dal racconto orale a quello scritto e poi disegnato e reinterpretato” afferma Iudica Dameri di Libarna Arteventi “ha stimolato non poco la creatività di Boggeri, il suo mondo onirico/artistico. È infatti molto vicino a quei racconti fatti di umanità e bestiari, di boschi, palazzi incantati, bellezza, metamorfosi e incantesimi”. L’opera artistica di Boggeri è così vicina alla vita, piena di vita da raccontarla attraverso i sogni: quando l’irreale è molto più vero del reale, così come lo sono quelle fiabe che rappresentano la spiegazione della vita che è “il farsi di un destino”. È il destino che ha seguito la vicenda umana di Boggeri, ha voluto che accompagnasse la sua mostra sino ad un certo punto, che il distacco da casa, da quella casa che nelle sue opere portava sempre con sé, avvenisse come in un incantesimo in cui tutti sono rimasti confusi e storditi dalla sua presenza/assenza.

Una rassegna rivolta anche alle scuole, infatti, oltre al valore artistico, si incontra il mondo della letteratura per ragazzi con la riscoperta delle fiabe della tradizione italiana in un percorso a tappe, tra i racconti popolari di tutta la Penisola, che parte dal Ponente Ligure arrivando in Sardegna e Sicilia. “Giovannin senza paura”, “Il bastimento a tre piani”, “E sette!”, “Il pastore che non cresceva mai” sono alcune delle fiabe illustrate.

La mostra, promossa dal Comune di Arquata Scrivia e dall’Associazione Libarna Arteventi, è curata da Carlo Pesce e Iudica Dameri, e sarà visitabile nell’atrio del Municipio fino al 20 novembre dal lunedì al sabato con orario 8.30 – 18.30.

Fausto Cavo

Chi è Vito Boggeri

Vito Boggeri è nato a Serravalle Scrivia nel 1939 e per molti anni ha vissuto tra l’Appennino di Roncoli, in Val Borbera, e il mare di Sanremo dove è mancato il 10 dicembre 2020. Ha iniziato la sua attività artistica giovanissimo alla fine degli anni cinquanta realizzando dipinti fortemente segnati dai modelli della nuova figurazione, le sue potenziali capacità, pur essendo autodidatta, gli consentono di partecipare già nel 1953 alla “Biennale Antoniana” di Bologna, nel 1957 a Torino alla “Promotrice alle Belle Arti” e nel 1960 per la prima volta con una propria personale alla “Galleria Alexandria” di Alessandria.

Dopo queste nuove esperienze avvia una stretta e proficua collaborazione con Marisa Vescovo, curatrice di diverse sue mostre personali e collettive. Boggeri inizia quindi una nuova fase spaziando, in maniera cosciente ed equilibrata, da un campo all’altro dell’arte; la fotografia, il video, il corpo ed altri mezzi espressivi diventano un solo “concetto”, proiettato verso la più semplice delle definizioni: “la cosa che conta in un’opera è l’idea“. Negli anni settanta partecipa a numerose esposizioni ricevendo importanti contributi da parte della critica più affermata dell’epoca, l’esperienza negli Stati Uniti con la mostra alla “Fraklin Fournace” di New York del 1977 lo proietta sulla scena internazionale.

Abbandonata definitivamente la fotografia e qualsiasi moderna tecnologia applicata al video, negli anni ottanta ritorna al linguaggio pittorico e ai suoi strumenti tradizionali, il contrasto armonico tra realtà e sogno ha caratterizzato la produzione degli ultimi anni.

Nel 2011 ha esposto nel Padiglione Liguria della 54^ Biennale di Venezia. Recentemente ha realizzato un ciclo di disegni dedicati alla figura alessandrina di Baudolino e pubblicati, per l’Edizioni dell’Orso, nel libro dedicato a Umberto Eco. Il Museo d’arte ebraica di Casale Monferrato ha nella propria collezione permanente di lumi di Chanukkah un’opera di Vito Boggeri che è stata esposta anche alla Triennale di Milano. L’ultima esposizione è del 2019 nel complesso dell’ex Abbazia di San Remigio a Parodi Ligure con la mostra “cartone e ferro” in coppia con lo scultore Carlo Ivaldi. Nell’inverno sanremese 2019/2020 ha realizzato 25 disegni ispirati alla raccolta “Fiabe italiane” di Italo Calvino destinati alla rassegna espositiva di Arquata Scrivia. (f.c.)

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