Una petizione per salvare l’Ospedale di Ovada

La cittadinanza dell’Ovadese e della Valle Stura in prima linea per il mantenimento e lo sviluppo del presidio sanitario locale, completo al suo interno dell’Ospedale di Comunità quale struttura dedicata alla gestione di pazienti con patologie di lungo corso e problematiche tipiche degli anziani.

La pandemia da Covid-19 ha evidenziato la necessità di una nuova fase di programmazione per il sistema sanitario locale, partendo dallo sviluppo della medicina territoriale e da un miglior utilizzo delle strutture ospedaliere già esistenti, con possibilità di prenotazioni di visite ed esami del sangue più agili ed organizzate.

Per inquadrare sin da subito la desolante e preoccupante situazione presente nel territorio dell’Ovadese e della Valle Stura, basti pensare che una delibera della Giunta Regionale descrive il Presidio Ospedaliero cittadino come area disagiata con pronto soccorso per emergenze ordinarie.

Eppure c’é da dire che proprio ad Ovada, prima della pandemia, all’interno dello stesso polo ospedaliero cittadino vi era già un ottimo Ospedale di Comunità; una sorta di “ospedale nell’ospedale” ideato dal Sindaco di Ovada Paolo Lantero e dal dott. Mauro Rasore con l’approvazione di altri medici, con lo scopo di fornire cure ed assistenza ad anziani o pazienti con malattie stabilizzate, e per le quali la gestione a casa sarebbe risultata particolarmente difficoltosa.

Una struttura molto utile ed insostituibile per la città di Ovada e per tutto il territorio dell’Ovadese popolato, secondo i dati, da molte persone anziane.

Proprio nell’ambito del suddetto Ospedale di Comunità venne costituito un efficiente Servizio ADI, ossia un insieme di servizi ed interventi socio sanitari erogati al paziente all’interno della propria abitazione al fine di evitare per quanto possibile il ricovero in ospedale, completo degli ormai collaudati infermieri di famiglia.

Causa pandemia, con il trasferimento di molti infermieri ad altri reparti, l’Ospedale di Comunità è stato praticamente chiuso e non più riaperto.

Proprio al fine di evitare un ulteriore impoverimento di detto comprensorio, i cittadini, con in testa i Sindaci dell’Ovadese e della Valle Stura, hanno deciso di fare squadra per difendere i loro diritti, lanciando una petizione per la quale si invitano tutti coloro che fossero interessati ad apporre una firma digitando il seguente link https://chng.it/FMNm4pFZ

Un aiuto concreto a sostegno di un territorio già duramente provato anche in altri ambiti, primo fra tutti quello della viabilità.

Samantha Brussolo

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