“PER ANALOGIAM”

L’arte di Gianni Caravaggio in mostra alla Galleria d’Arte Moderna di Torino

In una “luce siderale” è avvolta la mostra antologica di Gianni Caravaggio aperta fino al 17 Marzo 2024 alla Galleria d’Arte Moderna di Torino. L’artista abruzzese, nato nel 1968 a Rocca San Giovanni, presenta a Torino una mostra dedicata al tema dell’analogia

L’esposizione si compone di un nucleo di opere realizzate nell’arco di quasi trent’anni di lavoro, dal 1995 ad oggi. Cinque nuove opere sono state prodotte per l’occasione.
Una di queste, una foglia di marmo nero, intitolata Quando nessuno mi vede, è collocata nel giardino del museo, all’ombra di un cespuglio. All’interno le fa eco una scultura di marmo verde, speculare alla prima, intitolata Alla luce del sole. Altre opere si rispondono l’un l’altra nel percorso, tracciando relazioni e rispecchiamenti.

La mostra è accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo di Corraini Edizioni, con scritti di Gianni Caravaggio, Elena Volpato e Federico Ferrari.

Per analogiam è collocata al piano inferiore del Museo torinese, nel quale si trova anche un’antologica di Francesco Hayez. Il pensiero analogico potrebbe essere definito come il contrario di quello “binario” associato all’era digitale, dove tutto è polarizzato in un senso o nell’altro. In un universo analogico, nulla avviene per caso e tutto custodisce significati: sta allo sguardo del visitatore interpretarli, scoprire le similitudini e i punti di congiunzione tra i fenomeni, la corresponsione tra l’alto e il basso, tra l’universo esterno e quello interiore.

UN CICLO DI MOSTRE DEDICATO AD ARTISTI ITALIANI

La mostra dedicata all’opera di Gianni Caravaggio è la terza di un ciclo rivolto al lavoro di artisti italiani, di volta in volta accostato ad alcune riflessioni di poetica.

  • La prima esposizione del 2021 trattò il pensiero dalla contraddizione in una collettiva di cinque artisti.
  • La seconda ha considerato il pensiero metamorfico, nella mostra Hic sunt dracones del 2022, in un dialogo tra un’artista e un collettivo. In questa personale di Caravaggio si evidenzia il pensiero per analogia.

“In tutte queste esposizioni il piano della riflessione è stato suggerito dal tessuto espressivo delle opere esposte. Si è evitato di presentare delle collettive di molti artisti per far sì che il tema non si sovrapponesse come una griglia interpretativa sovradeterminata, ma fosse la voce individuale delle opere a precisare i percorsi del pensiero. – scrive Elena VolpatoContraddizione, metamorfosi e analogia sono tre territori dell’indefinito che la filosofia, sin dalla sua nascita, ha cercato di espungere come forme aberranti, contrarie alla logica, alla razionalità e al pensiero scientifico deduttivo, relegandole allo spazio del mito, dell’immaginazione simbolica e prescientifica. Rappresentano però, non solo alcuni dei processi più naturali con cui la mente umana dà senso all’esperienza del mondo, ma sono il terreno stesso di nascita dell’espressione poetica e artistica. In questo senso, i percorsi sviluppati nelle tre esposizioni non sono né “temi” né “contenuti”. Sono il nucleo essenziale della natura di quanto chiamiamo arte, la cui autenticità sta nelle forme di eccedenza del senso, in un oltre del significato che supera il piano della realtà letterale. L’opera d’arte vive in quello spazio dell’espressione che è ineffabile eppure necessario ed è lì che ogni lettura o tentativo di interpretazione dovrà provare ad incontrarla.”

IL PENSIERO ANALOGICO E L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Il pensiero analogico, interpretativo, creativo e “laterale” è quello che distingue l’arte e gli artisti dalla tecnica e dalla mera riproduzione della realtà. Oggi si parla molto della minaccia dell’Intelligenza Artificiale anche a proposito delle arti, ma se quest’ultima può riprodurre volti e figure, sicuramente è, almeno ad oggi, e probabilmente lo sarà per sempre, incapace di quel pensiero analogico che distingue l’approccio creativo ed artistico. Nell’arte di oggi, anche quella figurativa, l’aspetto concettuale prevale decisamente su quello tecnico, e per questo l’IA non riuscirà a rimpiazzare gli artisti come potrebbe fare con alcune figure “professionali”.

Nella produzione artistica contemporanea la tendenza a ragionare su emozioni e interiorità, l’espressione del mondo interiore tende a prevalere sulla raffigurazione anche in soggettiva del reale. L’arte di Gianni Caravaggio si inscrive sicuramente nel filone “astratto” e concettuale della contemporaneità.

L’ALLESTIMENTO ESPOSITIVO

Molto particolare l’allestimento, con tutte le opere disposte a piano terra e sorrette da luci puntate dall’alto verso il basso. I curatori affermano di aver voluto ricreare una “luce siderale” come l’atmosfera creata dalle opere di Gianni Caravaggio. La prima espressione è in effetti quella di uno spazio relativamente vuoto e immerso in un’abbagliante luce bianca: “un teatro metafisico dove potersi muovere tra diverse visualizzazioni dello spazio e del tempo”.

La prima opera che incontriamo è l’installazione composta da sfere d’argento e filo di bronzo argentato Giovane Universo che verrà riproposta in una suggestiva forma più estesa nel proseguimento del percorso. La coperta dell’eremita, della quale esiste una versione originale presso l’Eremo di San Giovanni all’Orfento a Caramanico Terme, è stata ricamata dall’artista secondo lo schema delle costellazioni che sovrastavano Torino il giorno dell’inaugurazione.

Le opere in mostra sono realizzate con tecnica mista, dalle fusioni in bronzo alle sculture in alabastro bardiglio “Nuvola che mostra i propri sentimenti”. Quasi invisibile agli occhi del visitatore è la scultura“Un polpo e un calamaro si allontanano per incontrarsi dall’altra parte del globo” due bronzi bianchi stesi a terra. Qua è richiesto appunto uno sforzo “analogico” e interpretativo del visitatore.

Tra le opere più suggestive, “Tessitori di Albe” sculture in onice rosa che rappresentano la geometrizzazione della mano destra e sinistra dell’artista, e la nuova installazione dei “Giovani Universi”.

Il percorso espositivo si conclude con la scultura in marmo verde del Guatemala “Alla luce del sole” che rappresenta la forma specchiata e simmetrica della scultura che troviamo all’esterno.

Un percorso di grande suggestione, favorito da uno spazio particolarmente adatto a esposizioni di questo tipo, e nel quale si percepisce effettivamente una “luce siderale” e metafisica che accompagna il visitatore nel percorso.

                                                         Andrea Macciò

La mostra di Gianni Caravaggio, accompagnata da una brochure gratuita con i testi descrittivi dell’artista, resterà aperta presso la GAM di Torino fino al 17 Marzo dal martedì alla domenica 10-18

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