NO AL “GENOVA SAN GIORGIO”, SI’ AL “NUOVO MORANDI”

Il 3 agosto 2020 verrà inaugurato il nuovo ponte sul Polcevera con il nome di “Genova San Giorgio”. Ecco qui di seguito una nostra riflessione.


Oggi, mercoledì 22 luglio 2020, su “Il Secolo XIX” si legge che il Sindaco di Genova ha annunciato nella sede del Consiglio comunale che il 3 agosto 2020 alla presenza del Presidente della Repubblica, sarà inaugurato con il nome di “Genova San Giorgio” il nuovo viadotto sul Polcevera.

No caro Sindaco! Il nome giusto da dare alla nuova opera è “Nuovo Ponte Morandi”, come atto di scusa e di riconoscimento all’Ing. Morandi che aveva negli anni Sessanta progettato un bel ponte parametrato sul traffico dell’epoca.

Sul “Morandi” invece ci hanno fatto passare di tutto e di più sino a che, il vecchio ponte, stanco e sfruttato sino all’ultimo, il 14 agosto 2018 si è piegato su sé stesso!!!!

Troppo costoso sottoporlo a manutenzione e adeguamento ai nuovi carichi e forse il crollo ha rappresentato una insperata soluzione a questi alti costi!!!

Il vecchio “Morandi” in quel giorno di agosto divenne così un cumulo di macerie, ma non per colpa sua, ma di chi lo ha caricato sino all’inverosimile come un animale da soma.

Ora il nuovo ponte realizzato con i soldi della fiscalità generale è pronto per l’inaugurazione e verrà consegnato a chi ha gestito sino a ieri il vecchio “Morandi”.

È questo uno schiaffo a tutti noi, uno schiaffo al nostro orgoglio di cittadini e non di sudditi.

Ma ormai sembra che, di fronte a questo neo feudalesimo che si sta profilando all’orizzonte, dove poche grandi famiglie si stanno spartendo i beni pubblici più strategici, più che di cittadini si debba parlare di nuovi sudditi.

Ora chiamare il nuovo ponte con un nome diverso dal “Morandi” è come cancellare un pezzo della nostra memoria collettiva.

Quindi: no al “Genova San Giorgio”, sì al “nuovo Morandi”.

Gian Battista Cassulo

2 Replies to “NO AL “GENOVA SAN GIORGIO”, SI’ AL “NUOVO MORANDI””

  1. Contesto fortemente questa visione. Il ponte è stato si soggetto ad incuria e intenso utilizzo ma il collega Morandi ha commesso anche lui delle leggerezze. Un ponte deve essere progettato per non crollare se cede un elemento strutturale. Ci deve essere una “ridondanza” strutturale. Pochi sanno che il genio militare di Torino aveva bocciato il ponte perché vulnerabile alle incursioni aeree. Qualcuno si era già accorto che bastava una mitragliata su un solo strallo per farlo crollare. Gli ingegneri dell’epoca spigevano al massimo le prestazioni delle strutture per dimostrare quanto erano audaci. In più era brutto ed impattante. Vogliamo aggiungere altro? Evviva il ponte di Genova San Giorgio!

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