IL “VESCOVO DEGLI EBREI”, UN LIBRO DI MEIR POLACCO E PAOLA FARGION

Il Vescovo degli Ebrei” di Meir Polacco e Paola Fargion è la storia romanzata della famiglia del Rabbino di Acqui Terme Adolfo Yehoshua ben Yehuda Ancona e della sua famiglia

Una storia romanzata ispirata a fatti tragicamente veri, quando il Rabbino fu costretto dopo l’8 settembre 1943 e la proclamazione al Nord della Repubblica di Salò a una rocambolesca fuga per sfuggire alla deportazione dei campi di sterminio.

Il libro, una lunga e accurata ricostruzione biografica e saga familiare, ricostruisce anche il periodo straniante del 1938/39 dopo le leggi razziali. Anche se l’Italia era sotto la dittatura fascista, gli ebrei avevano condotto sino ad allora una vita normale. Da quel momento, come il libro ricostruisce con grande sensibilità, divennero “diversi” agli occhi di molte persone fino alle quali avevano interagito il giorno prima. Il territorio dell’Acquese, dove la presenza ebraica era numericamente notevole come in quello di Casale Monferrato, si stringe attorno al “Vescovo degli Ebrei” e alla sua famiglia.

Tra i “giusti” che si sono distinti per la solidarietà col Vescovo degli Ebrei il Maresciallo dei Carabinieri Arcangelo Sonnati, che avvertì Adolfo Ancona dell’imminente rastrellamento dei nazifascisti.

Uno dei luoghi più significativi è la Cascina Zapoda, oggi detta Zappata, sita entrando nel territorio di Terzo venendo da Acqui Terme. Terzo oggi si caratterizza, oltre che per essere una delle terre del vino, per il suo suggestivo centro storico in cima a una collina.

Dal Conte Giuseppe Thellung di Corteutelary alla famiglia Badarello, Terzo è stato uno dei luoghi che ha maggiormente supportato la lotta del Rabbino Ancona per la libertà. Altri membri della famiglia o personaggi si sono rifugiati a Ponzone e Cartosio.

E, proprio verso la fine della guerra, Ancona si trasferisce a Stresa ospite della Pensione Croce Bianca dei coniugi Ripossi e Padulazzi dove troverà ancora grande ospitalità.

Il Vescovo degli Ebrei è una ricostruzione molto interessante, evidenziando con chiarezza come i progetti politici peggiori possano fallire anche grazie all’importanza delle relazioni umane. Sonnati per salvare il rabbino mette a rischio la sua professione e vita.

Alcuni personaggi del libro, compreso alcuni parenti del Rabbino, purtroppo non riusciranno a sfuggire alla deportazione nei lager e alla morte.

Il Vescovo degli Ebrei mette assieme una ricostruzione storica accurata e precisa, frutto di una lunga ricerca, con aspetti più romanzati che distinguono il libro da un saggio e lo rendono di scorrevole lettura.

A pochi giorni dal 25 Aprile, è importante ricordare queste storie, per capire come sia stato possibile che una decisione politica presa non per reale convinzione (nel programma nazista la persecuzione degli ebrei era un punto cardine, nel fascismo italiano no), ma per ragioni tattiche abbia potuto causare tanta ingiustizia e dolore, distruggendo il tessuto sociale e umano del territorio. E leggere testi come questi serve a ricordarci che se quella storia è ormai lontana, sono sempre attivi i meccanismi psicologici della caccia al capro espiatorio.

Il libro è arricchito da un glossario di termini della lingua ebraica per facilitare il lettore e avvicinarlo a una cultura molto radicata nel territorio piemontese, uno fra i primi in Italia ad abolire i ghetti durante il regno di Carlo Alberto.

Andrea Macciò

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