AD ATLANTIA STIAMO DANDO PROPRIO UN BEL PREMIO! SE LO MERITA?

Ecco una riflessione ad alta voce, ingenua lo ammetto, per la quale correrò il rischio di essere chiamato “qualunquista”.  Ma è un rischio che corro più che volentieri, pur di dire quel che penso e per scaricare tutta l’indignazione che ho dentro

Leggo che lo Stato paga ad Atlantia la bellezza di 9 miliardi di Euro per riprendere nella sua disponibilità i 3 mila chilometri che aveva dato in gestione ad Autostrade per l’Italia. Se non sbaglio, in matematica non sono mai stato molto forte, sarebbe come dire che lo Stato paga ad Atlantia ben 3 milioni di Euro a chilometro per ritornare in possesso di ciò che è suo. Ovvero di ciò che con la fiscalità generale aveva realizzato sin dai tempi della ricostruzione e del boom economico. Ci dicono inoltre che ad Atlantia verrà riconosciuto, nel quadro dei “ristori” previsti per il Covid, un bonus per il mancato utile derivato dai ridotti introiti durante il periodo di pandemia.

E a quei camionisti che hanno passato ore sotto il sole, in fila per fare un chilometro, chi glielo paga il “mancato utile”?

Ci dicono anche che se lo Stato facesse il duro con Atlantia, dovrebbe pagare ad Atlantia una penale di 24 miliardi di Euro!!!!

Benissimo!!! E allora perché lo Stato ad Atlantia non chiede 26 miliardi di danni per il crollo del Morandi, per lo sgretolamento delle gallerie e dei viadotti, per i new jersey sistemati male, per le code interminabili sulla A/26 e sulla A/7 e per tutti gli altri disagi?

Noi paghiamo ad Atlantia la penale di 24 miliardi e Atlantia ci riconosce tutti i danni che abbiamo subito per 26 miliardi. Ci guadagneremmo due miliardi con i quali potremmo risarcire tute le vittime, non solo quelle del Morandi, che sulle autostrade ci hanno lasciato la pelle per via della mancata manutenzione stradale!

Ecco a me piacerebbe vivere in uno Stato così. In uno Stato che non abbia paura di questi nuovi nobili o meglio, neooligarchi che, grazie ad una sciagurata politica delle privatizzazioni avviata sul finire del secolo scorso, si sono e si stanno arricchendo sulla nostra pelle.

Ma così non sembra essere, come ci dimostrano le indagini sul crollo del Morandi che si stanno trascinando, in una girandola di perizie e contro perizie, da tre anni ormai e che non hanno nemmeno sfiorato chi in tutti questi anni ha solo incassato pedaggi privatizzando gli utili e socializzando le perdite”, tanto che mi viene da pensare che forse alla fine in galera ci andrà solo un geometra o un capo cantiere!

Bene hanno fatto venerdì 18 giugno 2021 i parenti delle 43 vittime del Morandi a protestare sotto le finestre della Prefettura a Genova e bene ha fatto Egle Possetti a chiedere al Governo di non sottoscrivere accordi con chi ci ha lasciato un cumulo di macerie.

Gian Battista Cassulo

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