VENTI COMUNI E UNIONE MONTANA MOTORE DELL’OVADESE

Le Valli Ovadesi   abbracciano la STRATEGIA NAZIONALE PER LE AREE INTERNE per un progetto di crescita e sviluppo

Si è tenuto lunedì 2 agosto a Cascina Pozzo di Montaldeo (Al) un  importante  meeting istituzionale tra gli enti pubblici  aderenti alla candidatura del territorio Ovadese alla Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI), nello specifico  rappresentanti autorevoli dei circa venti comuni dell’ovadese,  insieme  all’Unione Montana rappresentata da  Franco Ravera, all’Assessore Marco Lanza del Comune di Ovada, il Sindaco Paolo Lantero, il vicesindaco Sabrina Caneva e dal promotore dell’iniziativa nonché coordinatore dei lavori,  Giuseppe Coco, sindaco di Silvano d’Orba, con la guida esperta del  il Dott. Giampiero Lupatelli economista  territoriale.

Fu il 21 febbraio 2020 il primo grande appuntamento che diede forma all’iniziativa,  giorno in cui fu presentato ad amministratori pubblici e referenti istituzionali un progetto di grande importanza: candidare il “comprensorio “ ovadese all’interno della programmazione europea  per il settennato 2021-2027 , alla Strategia nazionale delle aree interne  ossia quei territori periferici, lontani dallo sguardo delle grandi città, interessati a flussi migratori e a  condizioni di progressivo spopolamento verso aree urbane di maggior sviluppo.

Ora, a distanza di due anni, grazie alla SNAI, è stato presentato in via telematica il documento di candidatura ed ufficialmente  il territorio ovadese “si pone sotto i riflettori nazionali”, così apostrofa Il Dott. Lupatelli enumerando i numerosi progressi che sono stati fatti  grazie al lavoro condiviso, alla perseveranza e alla tenacia degli amministratori locali che  hanno lavorato insieme,  congiuntamente, per tracciare le linee di un cambiamento radicale, che porterà  all’onore della ribalta quell’ “Italia minore”, ovvero quei territori che pur essendo aree interne per antonomasia, sono tuttavia estremamente singolari, sia per caratteristiche morfologiche che culturali  e sono indiscutibilmente ricchi  di risorse umane e naturali.

Per questo motivo i territori dell’ovadese, spiega il Sindaco Giuseppe Coco, così diversi e così peculiari, collocati all’interno di una strategia di ambito nazionale potranno trovare soluzioni diverse per rispondere concretamente alle specifiche condizioni di fragilità, che si sono ancor più evidenziate con la pandemia.

I presupposti sono chiari: solo attraverso una catena di collaborazioni ed un grande sforzo comune, unitamente alla comunione delle risorse, si potrà arrivare al successo, puntando sulle politiche di sviluppo economico, la valorizzazione dei prodotti tipici, il riconoscimento della presenza imprenditoriale del territorio, l’investimento sul capitale umano, la capacità di produrre sicurezza e salute

La strategia nazionale per le aree interne ha proprio questo importante obiettivo: attivare percorsi di sviluppo locale fondati sulle risorse distintive del territorio, facendo convergere innovazione e servizi per la cittadinanza.

LE VALLI OVADESI, UN DISTRETTO PRODUTTIVO DELLA BIODVERSITÀ

Si tratta di una grande sfida che ha preso avvio con saggia lungimiranza, ma anche con la consapevolezza delle difficoltà: basti pensare alle diverse logiche di investimento, che non sempre riescono ad uniformare il particolarismo di un territorio con le esigenze di un’area più ampia, il lavoro dei piccoli comuni con quello della Regionee del Governo. Per questo si prevede una modello di governane multilivello in cui tutte le istituzioni sono chiamate a condividere i passi della Strategia, dalla delineazione degli obiettivi, alla progettazione, l’attuazione e al monitoraggio.

Un lavoro di squadra”, così dice il sindaco ovadese Paolo Lantero in conferenza stampa, che è fino ad oggi perfettamente riuscito, poiché non sono mancate la tempestività, la capacità di coalizzare gli interessi e si è costituita una seria coalizione istituzionale tra sindaci, stakeholder, associazioni di categoria, ente Parco ed imprese fino ad arrivare alla delineazione di una proposta.  Non un progetto chiuso, ma da costruire in itinere. 

La proposta che è stata presentata disegna l’area ovadese come un distretto produttivo della biodiversità, che si qualifica a partire dalla tradizione vitivinicola, eccellenza del territorio, rivisitata ed interpretata in chiave di modernità, per puntare poi  sulla valorizzazione del paesaggio, la formazione del capitale umano richiesto dalle aziende locali,  la realizzazione di una nuova medicina territoriale, l’innovazione di un nuovo sistema di mobilità, infrastrutture telematiche, lo sviluppo e il consolidamento di una governance associativa e cooperante.

Questi assi progettuali, a cui si ispira il documento di candidatura, troveranno tuttavia una loro declinazione a seguito del confronto con le parti sociali, dell’interlocuzione con la Regione e il Governo centrale.

LE FARFALLE SIMBOLO DELLA CANDIDATURA

Sono state scelte le farfalle stilizzate per designare un simbolo della candidatura delle valli ovadesi alla Strategia delle aree interne, perché sono un indicatore efficace della biodiversità, della tutela dell’ambiente e fungono da campanello d’allarme quando l’ecosistema è in pericolo.

INVESTIMENTI

La candidatura ha prodotto finora alcuni buoni risultati: inizialmente si mettevano a disposizione per ciascuna delle 72 aree pilota selezionate in tutta Italia 3 milioni e 700.000 euro a condizioni che le regioni ne disponessero altrettanti sul tema dello sviluppo economico, utilizzando fondi comunitari. In media le regioni ne hanno disposto più del doppio, tanto che l’investimento complessivo a livello nazionale è stato di circa un miliardo e 200 milioni di euro. In autunno sarà la Regione ad ufficializzare la candidatura delle aree ovadesi.

Marta Calcagno

Nella foto di copertina da sinistra Giampiero Lupatelli, Pino Coco e Paolo Lantero

CHI È GIAMPIERO LUPATELLI

Giampiero Lupatelli è un esperto economista territoriale, che si è formato con Giorgio Fuà e Massimo Paci. Da quarant’anni si occupa di politiche territoriali avendo collaborato con Osvaldo Piacentino e Ugo Baldini, nell’alveo della tradizione urbanistica di CAIRE la più antica società professionale d’Europa in forma Cooperativa. Ha partecipato alla redazione del Progetto Appennino della Regione Emilia Romagna, all’Atlante nazionale del territorio rurale  per il MIPAAF, al Progetto Appennino Parco d’Europa (APE) e alla Strategia Nazionale  per  Aree interne. Ha recentemente dato alle stampe il volume “Fragili ed anti-fragili “- territori, economie e istituzioni al tempo del coronavirus Ed. Rubbettino. (m.c.)

La copertina del libro di Giampiero Lupatelli, dove l’autore si interroga sulle trasformazioni economiche, sociali e istituzionali che la pandemia Covid-19 determina nell’organizzazione del territorio nazionale. In questa esplorazione il suo punto di vista è quello della Montagna e delle Aree Interne.

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