SULLE TRACCE DEGLI ANTICHI CONFINI: ALLA SCOPERTA DI POZZOLO FORMIGARO

È proprio vero che il volontariato culturale non conosce confini! Andrea Macciò, non solo è un appassionato cultore di editoria locale, ma è anche una persona veramente innamorata di quel territorio a cavallo tra Liguria e Piemonte ricco di storia e di tradizione che va sotto il nome dell’Oltregiogo. Oggi ci ha stupito inviandoci un resoconto di un suo “viaggio” in quel di Pozzolo Formigaro (Al) dove vi è capitato come turista nel suo tempo libero.
Lungo la strada che unisce Novi Ligure a Pozzolo Formigaro, poco dopo il piccolo impianto aeroportuale, si trova l’antico confine tra la Repubblica di Genova e il Regno di Sardegna, che, dopo il 1803, la assorbì definitivamente con il Congresso di Vienna dl 1814. Precedentemente Pozzolo, come la città di Alessandria, apparteneva al Ducato di Milano, e prima ancora fu dominio dei tortonesi e conteso fra i Duchi di Milano e quelli del Monferrato. Il paese di Pozzolo prende il nome dall’antico Pozzo della Borlasca
Molti ritengono che ancora oggi nei paesi sulla “rive gauche” dello Scrivia si senta maggiormente l’influsso genovese e su quelli della “rive droite” l’influsso dei dialetti e delle tradizioni del pavese e del Piemonte orientale

Entriamo ora in Pozzolo Formigaro e un primo edificio interessante –  ancora in comune di Novi Ligure – è quello del locale Centro Islamico. Nel centro di Pozzolo Formigaro, l’influsso delle tradizioni e delle architetture dell’Oltregiogo è ancora prevalente, rispetto ad Alessandria che presenta oggi una struttura topografica tipica delle città sabaude.

Tra i primi edifici di interesse l’Oratorio dei Battuti Rossi o Chiesa della Santissima Trinità. Il nome ricorda l’abbigliamento dell’antica confraternita di San Bartolomeo, una tunica rossa stretta ai fianchi da un cordone bianco. All’esterno la Chiesa della SS. Trinità è caratterizzata da un affresco raffigurante San Francesco da Paola e da un interessante portale. L’edificio religioso è attualmente chiuso. Pochi metri più avanti, sempre sulla piazza, si trova l’Oratorio dei Battuti Bianchi. I due oratori, omonimi di quelli di Serravalle Scrivia, ricordano l’antica tradizione ligure-piemontese delle Confraternite.

Nella piazza principale di Pozzolo, Piazza Italia, troviamo il Monumento ai Caduti di Pietro Lagostena e l’interessante Palazzo Morando. La facciata del palazzo, di colore tendente al rosa scuro e ricca di trompe l’oeil o finestre riccamente attorniate da affreschi, sottolinea il legame di Pozzolo con le tradizioni cromatiche (i “caruggi” dei paesi liguri sono caratterizzati da colori pastello) della Repubblica di Genova anticamente confinante. Sulla facciata si può apprezzare il busto del giornalista e deputato del Regno Sabaudo, Pietro Sbarbaro, tra coloro che sollevarono il famoso “scandalo della Banca Romana”.

Sempre proseguendo su Via Roma si incontra la Parrocchia di San Martino. La Chiesa, della quale si ha notizia dal 1196, è stata rimaneggiata più volte fino a raggiungere l’aspetto attuale nel corso del XX Sec.

Tra gli edifici religiosi, il più interessante è indubbiamente la Chiesa di San Nicolò. Una scritta ci ricorda l’etimologia di “sagrato”: l’area antistante le chiese (ove presente) si chiama così in quanto anticamente era un luogo “consacrato” di sepoltura dei morti. Sulla facciata due importanti sculture di Pietro Vignoli che rappresentano San Nicola e San Marziano. All’interno fra gli altri un S. Nicola in Gloria del pittore vogherese Paolo Borroni.

L’ultimo edificio religioso degno di nota è la Chiesa di N.S. delle Ghiare, alla periferia del paese, chiusa al culto nel 1974.

L’edificio più significativo di Pozzolo è l’imponente castello che si trova su un piccolo colle. Prima di entrare (quando possibile, per la rassegna Castelli Aperti in genere una volta al mese, anche se alcune stanze sono sede di uffici comunali) interessante la Piazza dei Ciabattini che riproduce in modo quasi intatto un frammento dell’antica società contadina.

Il Castello, oggi sede municipale dopo essere stato per secoli proprietà privata, sorge in un’ampia piazza su un piccolo colle ed è l’edificio civile principale del borgo. Nato nell’XI sec, l’edificio presenta ora nel materiale usato (simile, ad esempio, al Castello di Pavia) nel cromatismo dei mattoni e nella struttura affinità a motivi lombardi, in particolare sforzeschi e viscontei. L’aspetto attuale del Castello si deve infatti all’Ing. Giovanni de Sale che lo ricostruì dopo la distruzione durante la guerra tra Milano e il Monferrato nel 1452. Il Castello era munito di ponte levatoio e postierla, oggi scomparsa. Le numerose feritoie dove oggi spesso trovano rifugio i piccioni sono oggi lì, a ricordare l’epoca d’oro del Castello.

All’interno del Castello si segnalano, fra gli altri elementi di interesse, i quadri dedicati a San Bovo (grandi tele simili ai “quadroni” del Duomo di Novara) e gli affreschi del Boxilio.

Da segnalare inoltre, sparse per il centro di Pozzolo, numerose edicole, affreschi o sculture a rilievo raffiguranti Maria di Nazareth, e i suggestivi doppi cartelli in italiano e dialetto piemontese.

Ritornando verso Novi Ligure, prima di incrociare l’evocativa Via dei Confini, Via Giovanni XXIII costeggia la ferrovia “Novi-Pozzolo-Tortona” attualmente non in servizio per le attività legate alla realizzazione del terzo valico. Un’altra passeggiata suggestiva, dove, pur senza punti di interesse artistico, si costeggia un’area incantata in una sospensione surreale.

Andrea Macciò

Ecco una piccola galleria fotografica di alcuni luoghi di Pozzolo richiamati dall’autore. Nella foto di copertina il Castello, ora sede municipale e sotto il titolo alcuni scorci del paese

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