CAPODANNO SICURO SENZA “BOTTI”… ANCHE PER IL BENESSERE ANIMALE

Le Amministrazioni comunali di Tortona e Novi Ligure prendono posizione contro l’esplosione di botti e petardi in occasione del Capodanno

La foto di copertina è stata tratta da Bergamo News

TORTONA – Anche quest’anno, In occasione della festività di Capodanno, l’Amministrazione comunale ricorda il divieto di far esplodere fuochi d’artificio, petardi, “botti” di qualsiasi tipo sulle pubbliche vie e piazze e all’interno dei giardini ed aree verdi di proprietà comunale o in direzione degli stessi luoghi, come riportato dall’articolo 32 del regolamento di Polizia Urbana del Comune di Tortona.

L’accensione ed il lancio di fuochi d’artificio, lo sparo di petardi, lo scoppio di mortaretti ed il lancio di razzi è sempre stato causa di disagio e oggetto di lamentele da parte di molti cittadini, soprattutto per l’uso incontrollato da parte di persone che spesso non rispettano le precauzioni minime di utilizzo, come ad esempio le distanze da persone e abitazioni. Per questi motivi il divieto non è più specifico soltanto per il periodo di fine dicembre ma resta valido per tutto l’anno.

Andrea Rovelli

NOVI LIGURE – Con l’avvicinarsi dell’ultimo giorno dell’anno, l’Amministrazione Comunale ricorda che, ai sensi dell’art. 64 del Regolamento di Polizia Urbana, nell’ambito dell’abitato nessuno può, senza speciale autorizzazione, accendere polveri o liquidi infiammabili, fuochi artificiali, falò o simili o fare spari in qualsiasi modo o con qualsiasi arma. Le ragioni di questo divieto appaiono ovvie ma conviene sempre tenere in considerazione che tali botti o fuochi di artificio causano, ogni anno, decine di feriti o anche nei casi più gravi addirittura delle morti. Inoltre lo sparo di tali articoli pirotecnici sono particolarmente dannosi per la salute di tutti gli animali e in particolare di quelli domestici. La raccomandazione è quella di rispettare tutte le norme previste dalle Leggi e soprattutto garantire il benessere di persone ed animali che da tali esplosioni ricavano solo danni. 

Si rammenta altresì che la violazione delle suddette prescrizioni può comportare, nei casi più gravi, una sanzione penale mentre negli altri casi una sanzione amministrativa di diverse decine di euro. 

Daniela Piano

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