Sospesa la “Primavera gastronomica” la Valle si prepara per la stagione estiva

La crisi sanitaria mondiale che ci sta affliggendo metterà per parecchio tempo a dura prova l’economia del nostro Paese e non solo. Ora più che mai è necessario, non solo che le Istituzioni adottino misure importanti di sostegno e di rilancio dell’economia in favore di tutte le nostre imprese, ma anche mantenere viva l’attenzione su tante piccole realtà locali per fare in modo che possano trovarsi pronte a ripartire quando la macchina del turismo potrà rimettersi in moto. In proposito abbiamo contattato Michele Negruzzo, presidente dell’Associazione Albergatori e Ristoratori Valli Borbera e Spinti, per farci spiegare come stanno affrontando questo delicato momento nella loro zona, a chiara vocazione turistica, e quali potrebbero essere le idee da mettere in campo per una ripartenza, quando di tutto questo triste periodo resterà solamente un brutto ricordo.

Signor Negruzzo come state vivendo nella vostra vallata questa difficile situazione?

“Come Associazione Albergatori e Ristoratori Val Borbera eravamo pronti per la presentazione e la partenza del 42° Tour Gastronomico delle Valli Borbera e Spinti. Abbiamo sospeso, per la prima volta dal 1978 tutte le giornate della Primavera Gastronomica e cercheremo di partire nell’estate con la presentazione dell’autunno gastronomico. Il giorno 9 di marzo (anticipando di ben due giorni il decreto del giorno 11) le attività associate, per senso di responsabilità e per la salute propria, delle proprie famiglie, dei dipendenti e dei clienti, hanno deciso di chiudere fino a data da destinarsi. Non è stata una decisione presa a cuor leggero perché, soprattutto a livello economico sapevamo che avrebbe lasciato il segno, ma la salute viene prima e senza quella non si può lavorare. L’abbiamo deciso prima ancora di aspettare le mosse del Governo perché nel nostro piccolo abbiamo voluto dare un segno alla comunità e non solo. La nostra forte decisione è stata recepita e condivisa da tante persone e da tanti altri nostri colleghi. Viviamo in un periodo difficile in cui bisogna prendere decisioni forti e decise, pertanto la nostra è stata una scelta in linea con il momento storico che stiamo vivendo; non ci si possono permettere tentennamenti e indecisioni e chi può dare l’esempio deve farlo, così riteniamo di avere agito nella maniera corretta”.

Che idee avete per far ripartire il turismo non appena la situazione sanitaria lo permetterà?

“Se la situazione andrà migliorando e i tempi lo permetteranno vorremmo presentare la stagione autunnale nel periodo estivo. La nostra Associazione è stata da sempre promotrice del territorio e dei suoi prodotti, logicamente continueremo su questa linea e potenzieremo il sodalizio con i produttori del territorio. Siamo una realtà territoriale di 22 strutture associate (alberghi, ristoranti, pizzerie, bar, pub, agriturismi). Nati nel 1978, da 42 anni promuoviamo le nostre strutture, il nostro territorio e suoi prodotti tipici, unici e di eccellenza: il Timorasso, un vitigno autoctono, di origini antiche, a bacca bianca; la Carne all’Erba, la cui particolarità di avere un basso livello di colesterolo, di essere ricca di vitamine, sali minerali e proteine la rende particolarmente indicata per regimi alimentari sani e nutrienti; il Montebore, un formaggio antico dalla tipica forma di torta nuziale prodotto con latte vaccino e ovino; il Salame Nobile del Giarolo e poi ancora, la fagiolana, il miele, le patate, le mele, il tartufo, i funghi, il lardo, la testa in cassetta, il pane, la focaccia, la pasticceria, le castagne, le noci, le nocciole e tanti altri formaggi, salumi e vitigni autoctoni. La nostra è una cucina tipica, tradizionale e di ricerca nella quale la fanno da padroni i prodotti del territorio. Le nostre valli sono ricche di sapori, di profumi e di panorami che risveglieranno i vostri sensi e vi invoglieranno a tornare. Vi parliamo con la passione di chi è rimasto per amore del proprio lavoro, della propria terra e perché crede nel suo rilancio, perciò vi invitiamo. Venite a mangiare, a bere nei nostri locali e soggiornate nei nostri alberghi; fate colazione e aperitivi nei nostri bar; venite a percorrete i nostri sentieri; passeggiate nei prati, osservatene l’erba verde brillante e le fioriture, odoratene il profumo inebriante; attraversate i boschi e godetene il loro refrigerio estivo; gettatevi sulla neve fresca e soffice in inverno e ascoltatene il silenzio ovattato; bevete l’acqua fresca delle nostre fonti e rinfrescatevi nei nostri rii; dall’alto delle nostre vette ammirate i panorami e respirate l’aria fresca e pura delle nostre valli, la visuale vi lascerà a bocca aperta; venite ad ascoltare il rumore del silenzio della nostra natura incontaminata, il suono vi incanterà. Ad emergenza finita vi aspetteremo in Val Borbera pronti a riaccogliervi, disponibili per un pasto, per una notte al caldo, per un caffè, per un aperitivo”.

Quale è l’impatto che la situazione attuale sta avendo nella vostra zona?

Le nostre strutture, al momento, sono ovviamente tutte chiuse e non sappiamo quando potremo riaprire, la situazione sanitaria è grave e speriamo si riesca ad uscirne presto e bene, ma altrettanto grave sarà la situazione economica. Ci auguriamo che vengano prese misure significative e importanti perché non si può parlare solo di proroghe e sospensioni, qui bisogna parlare di azzerare le tasse, le imposte e i tributi inoltre stessa cosa si dovrebbe fare con le bollette delle varie utenze. Sono settimane che non entra liquidità e la situazione andrà avanti ancora per qualche mese perché posto che se ne esca nel giro di un mese bisogna calcolare che la ripresa non sarà immediata e ci andrà molto tempo”.

Samantha Brussolo

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