L’OMBRA DI “COSA NOSTRA” SU NOVI LIGURE

Conclusa dai Carabinieri della Compagnia di Novi Ligure, di concerto con i colleghi della Compagnia di Genova Sampierdarena, l’operazione “Lanterna rossa” che ha condotto all’arresto di un 65 enne legato a “Cosa nostra” per prestiti ed usura

Dirette dal Procuratore della Repubblica preso il Tribunale di Genova, dott. Francesco Pinto, nelle prime ore del mattino di ieri è stato tratto in arresto un esponente del clan “Fidanca-Emmanuello” interno a “Cosa nostra” operante tra il Capoluogo ligure e Novi Ligure. A fare scattare le manette ai polsi di Emanuele Monachella detto Orazio, appartenente a questo clan, erano stati due imprenditori del novese e dell’alessandrino che, travolti dalla crisi pandemica, avendo bisogno di denaro liquido per far fronte alle loro pendenze, si erano rivolti al Monachella e ad un altro indagato, certo A.I. di 76 anni. I tassi di usura però erano proibitivi e si aggiravano sul 25 – 30% al mese, raggiungendo su base annua il 200%. Una situazione diventata insostenibile dai due imprenditori che, rivolgendosi ai Carabinieri, hanno fatto scattare le indagini che sono state condotte con il metodo delle intercettazioni telefoniche, ambientali e fotografiche. Per ora l’operazione “Lanterna rossa” può dirsi conclusa nelle sue prime fasi e ma certamente ci riserverà clamorosi nuovi risvolti.

Gian Battista Cassulo

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