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Fischi di Inchiostro

“A Vida Em Movimento”

hqriooiÈ un sabato sera che forse no,

è un giorno anzi una notte

e non mi sconvolge

quest’indecisione

che centrifuga la realtà.

Tra bicchieri appesi al soffitto

-apparecchi fonici per la sordità

dei sogni che preghiamo sentano-

quattro tacchi di tango

e del vino colato;

ci rubano i soldi e anche la vita,

spezzata tra i flutti franti

del nostro Oceano personale

-chiodo spuntato che non

si fissa al muro-.

Alla carne si aggrappa il ricordo

(tra l’azzurro e i lusitani)

di come bisogna essere per vivere.

In quest’esistenza a brandelli

adesso mi curo di cucire brani

di note, rapsodo di gesta da sentire

anche quando la gloria sarà deglutita.

 

Qui trovati ora come da una vita

ridiamo della ruggine sulle maglie

della prigione, dei dolori

-e un altro giro

sotto la torre dei Chierici

ci rammenta la grandezza

di quando battiamo questo suolo

sfiorito ed il resistere alle lamiere

che ci tagliano le vene.

-e un altro giro

e ribolliamo di ideali e questo

basterebbe se solo ognuno, seduto

sul sacco di paglia bruno

-ch’è poi solo il suo viaggio

espresso per la felicità-

non anelasse con le fauci

ad un infinito che hanno detto

non esserci per noi.

-e un altro giro

dove partecipiamo del nostro buio

collettivo, riflusso fratturato di

cuori assetati, minuti afferrati

per la coda e cieli di stelle perduti.

-e un altro giro

e suggiamo un succo puro

dalle radici della vita, che spande

la nostra forza nella bufera della notte.

-e un altro giro

andiamo oltre il ponte che ci separa

dal prossimo drago, dalla nuova storia:

pensiamo a cuore libero

e percuotiamo con forza

le nostre mani sulle spalle del destino.

Oltre il ponte mille lettere da colare

negli abissi di chi incontreremo perché

nessuno può esimersi dal vivere.

Alessandro
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