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Intervista al nuovo sindaco del comune più piccolo della Valle Stura

Giorgio Leoncini : facciamo rivivere Tiglieto

La squadra di "Proviamo a cambiare" con Giorgio Leonicni (quarto da sinistra)

La squadra di “Proviamo a cambiare” con Giorgio Leonicni (quarto da sinistra)

 Riprende il nostro viaggio alla conoscenza dei sindaci eletti con il turno di elezioni amministrative del 25 maggio, questa volta ci spostiamo a Tiglieto nella Val d’Orba genovese, dove abbiamo incontrato Giorgio Leoncini. Leoncini, 68 anni, nella vita di tutti i giorni è medico cardiologo.

 Dott. Leoncini ci può spiegare come è nata la lista “Proviamo a cambiare”?

Sono stato assessore alla sanità ed ai servizi sociali durante il secondo mandato dell’ex sindaco, Michelangelo Pesce, una parte di noi, non condividendo alcune scelte di Marina Pesce, indicata ufficialmente come successore, ha creato questa lista. Intorno alla mia persona sono confluite persone giovani e molto motivate.

 Quindi una spaccatura all’interno della maggioranza precedente?

Non proprio, verso Michelangelo Pesce nutro moltissima stima, è stato un ottimo sindaco ed ho lavorato molto bene con lui durante i cinque anni di amministrazione. Era però necessario un rinnovamento e la figura indicata dall’ex maggioranza non lo rappresentava.

 La lista “Proviamo a cambiare” è completamente apartitca o è connotata politicamente?

La nostra lista è completamente slegata dalla politica nazionale, che in un comune delle nostre dimensioni conta poco o nulla, personalmente non ho mai negato le mie simpatie verso il Partito Democratico, di cui sono stato uno dei fondatori, ed in particolare verso l’area renziana. La nostra lista guarda verso il centrosinistra ma non è stata appoggiata dai partiti.

 Uno dei problemi fondamentali dei comuni montani è fermare lo spopolamento verso la città ed il suo hinterland, cosa si può fare secondo lei?

Dobbiamo assolutamente far rinascere l’entroterra, attirando in particolar modo i giovani. Uno dei punti di forza è la valorizzazione dell’agricoltura biologica, nel nostro comune vi sono un paio di aziende che hanno raggiunto punte di eccellenza. E’ altresì fondamentale che chi è nato e vive qui possa rimanerci e vivere bene, dobbiamo impegnarci per salvaguardare i servizi fondamentali quali la posta, la sanità, il piccolo commercio ed il trasporto pubblico, se non vengono garantiti questi servizi i paesi muoiono.

 Amministrare un comune di circa seicento abitanti in momenti di crisi non è assolutamente una cosa facile…

No, purtroppo i fondi sono davvero esigui e bisogna fare tutto in economia, come ho già sperimentato da assessore. Nel nostro comune la politica è puro volontariato, ed è giusto così. La presenza delle seconde case, dove d’estate passiamo dai seicento ai circa quattromila abitanti, sono fondamentali per il comune di Tiglieto.

 Un grosso volano per Tiglieto è sicuramente dato dal suo patrimonio culturale…

In tutta Italia siamo conosciuti per la nostra Badia, che è uno degli edifici religiosi più antichi d’Italia e dobbiamo fare il più possibile per valorizzarla. La stessa regione Liguria in questi anni, tramite il presidente Burlando ha lavorato molto bene per questo. Altri nostri punti di forza, che dobbiamo sostenere sono le feste, le sagre, ad esempio quella del Polentone che viene svolta ininterrottamente da ben sessantanove anni, oltre che la promozione delle nostre bellezze naturalistiche.

 Infine secondo lei il percorso intrapreso con l’unione dei Comuni è positivo?

Assolutamente si, personalmente trovo che l’unione dei Comuni sia una cosa fondamentale e, da noi, fino ad oggi ha lavorato molto bene.

Fabio Mazzari
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