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Intervista con l'assessore regionale Matteo Rossi

Giro d’Italia 2015 : la Val Trebbia ci crede

matteo rossi assessore Alcuni giorni fa, sul principale quotidiano della nostra regione e sulle televisioni locali è uscita la notizia di un possibile passaggio del prossimo Giro d’Italia 2015 in Val Trebbia. L’Inchiostro Fresco ha intervistato l’Assessore Regionale allo sport e tempo libero, Matteo Rossi, in merito a questa notizia.

Assessore, com’è nata la proposta di una tappa del Giro d’Italia in Val Trebbia?

L’idea è nata da tutti noi e soprattutto dal Presidente Claudio Burlando, la nostra riflessione è stata “o quest’anno o mai più”. In tutta la storia del Giro non vi è mai stata una tappa montana interamente in Liguria. Siamo conosciuti per alcune gare ciclistiche importanti, ma che riguardano quasi esclusivamente la costa.

Quindi il giro d’Italia come volano per valorizzare il nostro entroterra…

Certamente, a livello internazionale siamo conosciuti come regione balneare e, proprio per questo stiamo cercando sempre di più di far passare il messaggio che la Liguria non è solo mare, abbiamo un entroterra bellissimo anche se fragile, se riusciamo a farlo conoscere turisticamente anche per gli sport outdoor possiamo creare un ottimo indotto occupazionale. La Liguria ha la fortuna di aver eun territorio eccezionale, che permette non solo il turismo ma anche il poter praticare una gamma di sport che vanno dalla vela allo sci, in Italia l’unica regione che a poter offrire altrettanto nell’arco di pochi chilometri è l’Abruzzo.

 La scelta dell’entroterra è caduta quindi sulla Val Trebbia…

Bisogna partire a monte : c’è l’idea di varie tappe, la prima nell’Imperiese dove, ormai da qualche anno, la Regione ha realizzato una pista ciclabile lungo la vecchia ferrovia, una seconda tappa che tocchi il territorio del savonese con arrivo nel capoluogo e infine appunto questa grande tappa, di 160 chilometri che, partendo dalla Riviera, tocchi l’intera area interna.

 Che percorso avrebbe questa tappa?

14s La tappa ipotizzata partirebbe da Rapallo, attraverserebbe i comuni costieri di Santa Margherita, Camogli e Recco e salirebbe nell’entroterra da Uscio, passerebbe per la Val Fontanabuona attraversando Lumarzo, Davagna, Torriglia fino ad arrivare a Rondanina e al Lago del Brugneto per poi scendere a Montebruno, attraversando il Passo della Scoglina arrivando a Favale di Malvaro e raggiungendo poi la Val d’Aveto. Quindi con una sola tappa uniremo tre delle più importanti vallate del genovesato : Fontanabuona, Trebbia ed Aveto.

 Sarebbe sicuramente un veicolo turistico per quest’area che ha al suo interno due parchi regionali…

Esattamente, ricordiamoci che il ciclismo è il secondo sport più seguito e praticato in Italia dopo il calcio e, negli ultimi anni, grazie agli ottimi risultati di alcuni atleti, ultima delle quali la straordinaria vittoria di Vincenzo Nibali al Tour de France, sta guadagnando spettatori ed interesse. Ogni tappa del Giro d’Italia ha un suo seguito di partecipazione : struttura organizzativa, atleti, appasionati, tutto ciò porta un indotto rilevante in termini di pernottamenti, ristorazione e quant’altro.

 L’accoglienza dei sindaci dell’entroterra a questa proposta com’è stata?

Assolutamente ottima anzi, alcuni sindaci della zona erano davvero entusiasti, non scordiamoci che sono  gli stessi Comun che, assieme alla Regione, sostengono economicamente le tappe della partenza e dell’arrivo. Non solo i sindaci, ma anche gli enti parco dell’Antola e dell’Aveto hanno reagito subito con entusiasmo a questa proposta.

 Quando sarà presa la decisione definitiva dalla Federazione Ciclistica?

Il 6 ottobre la F.C.I. (Federazione Ciclistica Italiana) si esprimerà in merito, tutti noi ovviamente speriamo in una risposta positiva (e anche la redazione dell’Inchiostro Fresco, ndr).

Fabio Mazzari
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