Home | Io penso dunque sono | SCOZIA : VITTORIA DEL NO. IL NAZIONALISMO NON BASTA, SERVE UN PROGETTO DI SOCIETA’

La nota di "ermeneutica politica" a firma di Franco Astengo

SCOZIA : VITTORIA DEL NO. IL NAZIONALISMO NON BASTA, SERVE UN PROGETTO DI SOCIETA’

L’esito del referendum sull’indipendenza della Scozia dalla Gran Bretagna lascia un Paese diviso e avrà sicuramente un forte impatto politico, anche rispetto al progetto di “devolution” spinta promesso da governo di Londra alla vigilia del voto: ci sarà senza dubbio un tentativo di rivincita degli unionisti che potrebbe riaprire tensioni sociali e politiche al momento non facilmente preventivabili.

Nel referendum scozzese si sono fronteggiate due paure opposte: quella definibile come “dell’abbandono” che ha favorito il No, e quella del tentativo di uscire dal dramma in cui il “tachterismo-blairismo” ha gettato le ex-grandi categorie operaie scozzesi che avevano puntato sul Sì, come dimostra il voto di Glasgow e di Aberdeen e, al contrario, come si evince dal voto “borghese” di Edinburgo.

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Si è però ancora volta dimostrato che il nazionalismo è insufficiente ad esprimere contraddizioni sociali così determinate e nette : non basta puntare alla frantumazione di una struttura territoriale creando, come nel caso scozzese un nuovo “Stato – Nazione”.

Il punto di rottura di sovranità in questo momento sta nell’Unione Europea, nella battaglia politica per rompere l’Unione Europea nel quadro di una visione, insieme di nuova democrazia sovranazionale e di internazionalismo.

Qualsiasi espressione di identità territoriale da sinistra non deve ammantarsi di etichette nazionaliste, sempre difficili da distinguere da quelle della destra.

Il punto di fondo riguarda il progetto di società che si accompagna ad una proposta di identità territoriale: questo è mancato in Scozia, vedremo cosa accadrà in altre parti d’Europa laddove questa difficile prova sarà affrontata, a partire dalla Catalogna una storia affatto diversa da quella scozzese.

Franco Astengo
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