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Una riflessione sui costumi odierni

Pubblicità fai da te, danno per l’ambiente e degrado dei costumi

La pubblicità è l’anima del commercio si usava dire in passato, ora è cambiata la terminologia dato che da tempo l’inglese ha preso il sopravvento e si parla di Advertising, Marketing Communications, ecc., ma il concetto è sempre lo stesso, se vuoi far crescere il  business fai sapere che ci sei e cosa vendi.

A tale scopo i creativi delle agenzie di pubblicità dopo un briefing con l’impresa,  definiscono un piano media in base al budget del cliente, creano il comunicato con un Claim e lo trasmettono ai relativi media per la pubblicazione. Le campagne di pubblicità media solitamente vengono effettuate sul brand di un singolo prodotto e meno frequentemente hanno carattere istituzionale, cioè sul logo dell’impresa.

Si prevede che nel 2014 le aziende italiane investiranno 7,008 miliardi di euro (un -1% rispetto al 2013). I canali preferiti sono il web e la tv, che insieme detengono il 75% degli investimenti complessivi e continuano a crescere polarizzando il mercato.

La tv anche se con un trend in calo, resterà ancora il media leader con uno share del 52,0% e investimenti per 3,6 miliardi di euro, mentre il web, in forte crescita, si attesterà al 21,5%, con 1,5 miliardi di euro, il rimanente è suddiviso fra gli altri media: giornali, riviste, affissioni, cinema, radio, ecc.

Ma nella comunicazione c’è anche la pubblicità fai da te, un modo sbrigativo ed economico con il quale sempre più persone pubblicizzano di tutto, basta girare la città per rendersene conto, dai cartelli affittasi e vendesi, agli avvisi di matrimonio, alla pubblicità elettorale spicciola, ecc.. La città viene tappezzata ovunque, pensiline della fermata degli autobus, cancelli e pali dell’illuminazione pubblica sui marciapiedi, cestini dei rifiuti e persino contro le piante dei viali, non si salva niente. Questa pubblicità in taluni casi non è consentita e la normativa per l’affissione abusiva dei cartelli prevede multe salate, inoltre la stessa rimane nel tempo anche quando l’obiettivo della comunicazione è stato raggiunto, dato che chi l’ha appiccicata pensa bene di fregarsene e non provvede quantomeno a toglierla. Conseguentemente con il logorio del tempo i cartelli, le locandine e gli adesivi vari, si accartocciano, si strappano e si sporcano, danneggiando l’immagine della città e infine l’ambiente. Un problema minore solo in apparenza, dato che anche in questo caso è una questione di inciviltà (che come ben sappiamo si estende ad altre manifestazioni) come l’abbandono dei rifiuti per strada, il vandalismo distruttivo, la sosta selvaggia, la gomma da masticare e le cicche delle sigarette gettate per terra, le deiezioni dei cani non raccolte, ecc.. Problemi per i quali sarebbe necessario un minimo di controllo sul territorio da parte della Polizia Municipale e i relativi interventi, per limitare questi fatti che non fanno certamente parte della civile convivenza, dato che danneggiano la città, già in grave difficoltà per i noti motivi e tutti i cittadini che ogni sacro santo giorno rispettano le regole. Questa non è “Pubblicità Progresso”, ma un ennesimo segno del degrado dei costumi.

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Pier Carlo Lava
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