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Emergono i primi malumori, specialmente dell'entroterra

Il secondo Consiglio della Città Metropolitana

Il secondo Consiglio della Città Metropolitana, che si è tenuto giovedì 28 ottobre, si è caratterizzato per un clima decisamente meno “latte e miele” rispetto a quello visto il giorno dell’insediamento del nuovo ente.

Il consiglio, che ha visto la presenza del Commissario straordinario in scadenza, Piero Fossati, ringraziato all’unanimità da tutti i neo-consiglieri per il grande lavoro svolto in questi anni, è iniziato con la nomina, da parte del sindaco Marco Doria, del “Vicesindaco metropolitano” e dei consiglieri delegati (che prendono il posto degli assessori della Provincia). Doria ha scelto, per il ruolo di vicesindaco, Valentina Ghio, primo cittadino di Sestri Levante, quarto comune della Provincia in termini di abitanti. Le commissioni del nuovo ente sono : Roberto Levaggi (urbanistica e lavori pubblici), Enrico Pignone (ambiente e parchi regionali), Gianni Vassallo (formazione e politiche del lavoro), Alfonso Gioia (bilancio e finanze), Gianluca Buccilli (personale e cultura).

La scelta della vicesindaco e dei consiglieri delegati ha creato, da subito, qualche malumore tra i consiglieri, il primo a fare una contestazione sulle nomine è Giovanni Collorado, sindaco di Castiglione Chiavarese ed unico, assieme a Gianpiero Pastorino ad essere stato consigliere provinciale nell’ultima legislatura, Collorado ha fatto presente di come «l’entroterra sia stato completamente dimenticato, ancora una volta, nelle nomine», anche Maria Luisa Biorci sindaco di Arenzano ha contestato la scelta territoriale «ci sono tre consiglieri di Genova e tre del Tigullio, è stato dimenticato oltre all’entroterra anche il Ponente della Provincia», stesse perplessità espresse da Cristina Lodi, di Serra Riccò «Sono sovra-rappresentate Genova e il Tigullio, mentre le Valli della nostra Provincia, ovvero Polcevera, Scrivia, Trebbia, Fontanabuona, ecc… che sono le zone con i maggiori problemi sono state ignorate».

Anche i più navigati nel mondo della politica tra i consiglieri esprimono del disagio, inizia Antonino Oliveri di Campo Ligure «Siamo consapevoli di essere su una nave che imbarca acqua, dal 2011 ad oggi la Provincia di Genova ha subito tagli per 32 milioni di € e, il Governo ha previsto un nuovo taglio, a livello nazionale, di oltre 1 miliardo di € per il 2015. Siamo di fronte anche ad un esodo di professionalità dalle Provincie verso gli altri enti», prova a buttare acqua sul fuoco Giampiero Pastorino, di Genova «in questo momento le rivendicazioni territoriali passano in secondo piano» dice «ma voglio sapere, ad esempio, se il Provveditorato agli studi o la Questura, per citarne un paio, pagano gli affitti alla Provincia oppure sono ancora una volta gratuite», anche Roberto Levaggi, di Chiavari, smorza i toni «sono felice per la nomina di Valentina Ghio, che è un valore aggiunto. Dobbiamo ricordare che il nostro servizio di volontariato in questo ente è importante per i cittadini, in particolar modo nei piccoli e medi comuni», Carlo Bagnasco, di Rapallo, riaccende la miccia «Mi immaginavo un Consiglio deciso in modo diverso, la politica deve essere partecipata e non di decisione, non sapevamo nulla sulle nomine e decisioni».

Il clima insomma, sembra decisamente meno amichevole di quello visto durante il consiglio di insediamento, il nodo della rappresentanza territoriale, con l’entroterra non rappresentato e, il problema della mancanza di fondi, dei continui tagli dall’alto e delle decisioni prese senza consultazioni stanno creando già i primi malumori. Il nuovo ente, che prenderà il via dal 1°gennaio, sembra quindi nascere con poche luci e molte ombre.

Fabio Mazzari
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