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In viaggio tra i ricordi di Carmelo Balbi

GINO MENTASTI E GLI SCACCHI A BUSALLA

Ben lungi la tentazione di integrare le sapienti relazioni di ospiti d’onore come il Dott. Franco Luxardo e dello storico Rodolfo Decleva svolte sull’evento organizzato a febbraio 2014 dall’Amministrazione Comunale di Busalla nel salone della Società fra i Liberi Operai per ricordare la generosa ospitalità della municipalità e di tutta la comunità busallese, nei lontani anni quaranta del secolo scorso, subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale, ad un notevole numero di famiglie istriane, fiumane, polesane, cacciate dalle loro case, escluse dalle loro attività. Qui s’intende confermare la circostanza, sicuramente di non minor rilievo, che da un esodo doloroso seguito a vicende belliche e politiche aspramente condannate, si verificò una contaminazione culturale, ancor prima che politica, della comunità busallese ad opera di popolazioni aperte a più avanzate concezioni di vita sociale. L’arrivo degli esuli favorì, tra l’altro, forse sarebbe più giusto ammettere: determinò, la nascita di un Circolo Scacchistico, sino ad allora impresa accarezzata ma giudicata realisticamente più che improbabile dai pochi cultori del nobile gioco a Busalla e dintorni. Che un paese dell’entroterra genovese potesse allora annoverare tra le sue Associazioni, i suoi Circoli, anche quello della pratica sistematica degli scacchi, con l’affiliazione alla Federazione Italiana, con l’osservanza dei regolamenti per l’effettuazione di tornei e per i passaggi ai vari livelli locali e nazionali, oggi, che purtroppo tutto è finito, o quasi, può sembrare quantomeno sorprendente. Usando una metafora in questo caso certamente non abusata, il terreno alla fine del quarantanove era infatti pronto ad accogliere i fortissimi giocatori fiumani.

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Il “Maestro scacchista” Gino Mentasti

 

Gino Mentasti nato a Busalla il 15 agosto del 1913 era già in quel periodo uno dei problemisti scacchistici più fecondi d’Italia, ma come giocatore di torneo non aveva qui gli avversari in grado di contrastarlo veramente.

Foto tratta dall'archivio di un sito russo

Foto tratta dall’archivio di un sito russo

Gino Mentasti aveva però la passione dell’educatore e la capacità di trasmettere a giovanissimi allievi insegnamenti decisivi per la loro crescita. Si Sa, gli scacchi sono una pratica che potremmo collocare tra l’attività intellettuale di chi si applica allo studio sistematico delle esperienze già consumate da altri e lo sforzo dello sportivo che deve tradurre tutte le sue energie in capacità di previsione degli sviluppi del gioco. Con un pizzico di attitudine alla riflessione e alla sospensione del giudizio che sembra il contrario delle sbrigative decisioni avventurose.

L’idea che gli scacchi siano un gioco per pensionati, magari quelli ai minimi dell’assegno, riservando il golf ed il tennis agli ex manager pubblici e privati, ai professionisti nelle così dette arti liberali, va respinta perciò decisamente. Tutti possono giocare con intelligenza a scacchi, ma solo i giovani possono scalare le classifiche nazionali e mondiali partecipando con successo a tornei sempre più faticosi e logoranti. Gino Mentasti era un Maestro Scacchista cui era stato affidato il compito di capo redattore della Sezione Problemi dell’Italia Scacchista, rivista ufficiale della Federazione. L’Antologia dei problemisti lo annovera, non solo tra i più prolifici, ma anche tra quelli destinatari del maggior numero di primi premi in Italia e all’estero.

Il Circolo trovò sede presso il bar Stella del mitico barman busallese Emilio Ghio, che concesse l’uso di un tavolo,  tal volta due, malgrado si dicesse che il consumo di caffè da parte dei misteriosi distratti avventori ripiegati sulle scacchiere, fosse ritenuto dalla casa appena sufficiente. Il Circolo si rafforzò con l’adesione di numerosi giovani coinvolti dalla passione dei fondatori e ebbe inizio una interessante fase di confronti con altri Circoli come l’Amatori Scacchi Genova, il titolato Centurini, il Pegli Scacchi ed il fortissimo Circolo dei Dipendenti Marina di La Spezia. Dopo qualche anno il Circolo Busallese trasferì la sua sede presso un altro bar assai ospitale del Paese: il Ligure del Signor Grattarola e proprio dopo un breve periodo iniziò un lento declino della Associazione.

Molti fiumani si trasferirono a Genova o altrove inseguendo, come sembrava logico, sistemazioni di lavoro più soddisfacenti o alloggio in città con un clima che fosse simile o quasi a quello che avevano forzatamente dovuto abbandonare.

Il Circolo si trasferì nei primi anni sessanta nella sede delle ACLI di via Ottavio Grottin mentre Gino Mentasti continuava a pubblicare su riviste italiane e straniere problemi e studi di grande pregio. I giovani dei primi anni cinquanta erano cresciuti e avevano preso le loro strade nello studio o nel mondo del lavoro. Alcuni dei più titolati giocatori erano passati senza lasciare tracce di polemiche all’Amatori Scacchi Genova di Corso Barabino. In via Grottin si incontravano sempre sporadicamente alcuni di essi anche per avere l’opportunità di commentare le vicende scacchistiche italiane con il Maestro Mentasti, che proprio in quegli anni veniva considerato problemista di caratura internazionale dalla stampa mondiale specializzata.

Un ultimo barlume di attività scacchistica che merita di essere ricordato è quello dei corsi di scacchi ai ragazzi delle scuole elementari private dell’Educandato Sacro Cuore di via alla Vittoria tenuti durante l’anno scolastico negli anni 1998 – 2000, quando Presidente dell’Ente era, guarda caso, un Signore Fiumano:  Ennio Celli, ormai saldamente radicato nella realtà Busallese.

Il gioco degli scacchi ha una riconosciuta funzione formativa sui giovanissimi allievi, abituandoli, per quanto possibile, ad una riflessione vigile che nulla può aver a che fare con una stasi improduttiva di idee e di conseguenti decisioni sul da farsi.

Talune nozioni sulla tattica di gioco e sulla strategia di più lungo respiro non possono che giovare ai giovani inclini generalmente a dare risposte affrettate e disarticolate.

L’Educandato si dotò di una grande scacchiera magnetica in modo che le lezioni potessero interessare più allievi contemporaneamente.

Alla fine di ogni anno scolastico si organizzarono tornei e si valutarono i progressi fatti da ciascuno. Il Maestro Gino Mentasti apprezzò l’iniziativa senza potervi partecipare. Morì a Busalla, dopo una vita laboriosa, il 29 novembre 2002.

Carmelo Balbi
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