Home | Urbe e il suo circondario | Olbicella: campo di battaglia della Resistenza

storia di una feroce battaglia in una piccola frazione tra Piemonte e Liguria

Olbicella: campo di battaglia della Resistenza

Percorrendo il corso dell’Orba e attraversando l’area monumentale della Badia di Tiglieto, superata la piccola terrazza naturale detta “dei campanili” (dove si possono ammirare appunto i campanili della Badia e della chiesa di Tiglieto), si arriva presso un ripido canyon creato negli anni dal percorso del fiume, che crea una profonda gola che porta sino al paese di Olbicella, una piccola frazione del comune di Molare (AL): una chiesetta, un vecchio albergo, qualche cascina e casetta di villeggiatura, e la pro loco con il bar annesso; un paesino di provincia come tanti, a ridosso di due regioni, dove la gente lavora ancora la terra e segue i ritmi delle stagioni.

Un paesino come molti altri se non fosse che, nell’ottobre del 1944, si svolse una delle più sanguinose battaglie della Resistenza, che vide fronteggiarsi i partigiani della divisione “Buranello”, che avevano la loro base operativa proprio in Olbicella, e le truppe tedesche, inviate in massa per stroncare una volta per tutte la resistenza che, tra la Liguria e il Piemonte, stava mettendo in serie difficoltà i collegamenti tra le due regioni; una battaglia cruda, con violenti scontri a fuoco e con molti morti da entrambe le parti, segnata da tradimenti e da un triste epilogo.

Infatti il paesino era già finito ampiamente sotto l’attenzione delle truppe tedesche, che, grazie ad alcuni infiltrati, riuscirono ad aggirare gli ostacoli e le trappole che i partigiani avevano preparato per rallentare l’avanzata nemica in caso di attacco: i partigiani infatti avevano minato la strada che portava al paesino, ma il meccanismo fu manomesso da una presunta spia infiltrata tra di loro, impedendo l’esplosione della strada; avendo perso questa possibilità di difesa, che avrebbe garantito al paese un paio d’ore di salvezza, i partigiani ripiegarono a Olbicella per dare l’allarme e prepararsi all’attacco.

il cippo posto sul luogo dell'eccidio

il cippo posto sul luogo dell’eccidio

In aiuto del paese giunse un altro gruppo di ribelli, che si ritrovò a faccia a faccia con il nemico; questi partigiani rimasero sbalorditi di trovarsi di fronte un così grande numero di tedeschi: infatti essi si aspettavano che la colonna nazista fosse stata fermata e tenuta impegnata nei pressi della strada dove era stato posizionato l’esplosivo, difesa inoltre da una grossa mitragliatrice.
Si accese così una cruenta battaglia che, vista l’enorme sproporzione tra le parti a favore dei tedeschi, si concluse con la ritirata dei partigiani verso i boschi di Tiglieto e l’occupazione del paese da parte dei nazisti.
I nazisti catturarono sette partigiani e li uccisero, impiccandoli nei pressi dell’albergo; il paese venne messo a ferro e fuoco e alcune case vennero incendiate e depredate.

A ricordo di queste vite, venne posto un cippo nel luogo dell’eccidio e una lapide a memoria del sacrificio dei soldati che combatterono la battaglia dell’Olbicella.

olbicella-6802

Matteo Serlenga
Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

1 commento

  1. Zoraida Quintero-Hardie

    Molto interessante. É necessario sempre scrivere la storia locale.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina