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La versione di Carmelo Balbi sui fatti di attualità

“Vesti la giubba”… nella politica nazionale

il voltagabbana “Il Voltagabbana” di Davide Lajolo, libro oggi pressoché sconosciuto ai giovani, è servito per constatare l’esistenza di un fenomeno di transumanza dai partiti genericamente della Sinistra a quello “renziano della nazione” .

Per avviare, con lo stesso brio giovanile che ha accompagnata la nascita del Movimento 5 Stelle, una essenziale disamina delle sue caratteristiche e delle sue potenzialità, anche in Valle Scrivia, si può lasciare la consunta gabbana e intonare vestire la giubba”, più conosciuta come “Ridi, pagliaccio” aria dell’Opera Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. In fondo, “vesti la giubba” può intendersi, per chi non conosca l’opera e il contesto in cui viene intonata da Canio che ha scoperto il tradimento della moglie Nedda, un deciso invito a rompere gli indugi e a scendere nell’agone politico con uno spirito e idee nuove.

Il M5S è del resto obiettivamente nuovo se si considera che l’atto costitutivo è del dicembre 2012, redatto sulla scorta dell’esperienza movimentista degli “Amici di Beppe Grillo”, attiva già nel 2005. Considerano però i principi che sono alla base del loro fare politica, l’insieme dei valori che animano la loro attività, in buona sostanza il nucleo vitale dei loro obiettivi e delle loro rivendicazioni contro la classe politica dominante, non sembrano sussistere dubbi nel sostenere che già nell’immediato secondo dopoguerra si rinvengono formazioni politiche molto simili. Tanto da potersi tranquillamente sentenziare da parte di qualificati analisti: nulla di nuovo sotto il sole.

pagliacci leoncavallo Il partito di Grillo ricorda infatti per alcuni aspetti il PCI dell’immediato secondo dopoguerra quando quest’ultimo si avviava a diventare un partito di integrazione di massa che attirava voti dai socialisti, dai repubblicani, dai cattolici progressisti e persino dalla sinistra fascista. Da tutti coloro che sostanzialmente non si sentivano rappresentati e che volevano che fossero fatte valere le loro ragioni.

Non è una somiglianza di poco conto quella del M5S con il vecchio PCI considerando anche la particolare adesione al Movimento di giovani in gran parte disoccupati, sotto occupati, precari che non vedono “futuro”. La logica è la stessa: il sistema dei partiti non ha la volontà e la forza di rinnovarsi dal suo interno; il M5S ritiene di avere o di acquisire la capacità di rompere il muro tra coloro che governano il paese e i cittadini.

Naturalmente tra M5S e PCI vi sono differenze organizzative sostanziali, enormi così come diversi sono i valori e le dottrine alle quali s’ispirano. In Valle Scrivia ogni comune aveva una sede del PCI con lo scopo di cementare ed istruire i suoi iscritti, anche sulle vicende amministrative locali e sulle politiche comprensoriali. Il M5S non ha sedi fisse e solo recentemente ha rivolto lo sguardo alla questione Sanitaria in Valle appoggiando una istanza promossa dalle P.A. e proposte sinora senza alcun risultato alla Regione Liguria.

Del resto il M5S è stato anche paragonato all’ “Uomo qualunque” di Guglielmo Giannini ispiratore di un Movimento che alle elezioni del 1946 fu quarto per poi perdere slancio ed evaporare altrove o nel non voto. Il M5S alle politiche del 2013 ha ottenuto un risultato di grande rilievo: il 25,55 % contro il 25,42% del PD. Per confermare la irrilevanza del tessuto organizzativo locale, in gran parte sostituito da un intenso lavorio web, si è già rilevato che a Busalla alle politiche per la Camera, con una percentuale di votanti del 77,52%, il M5S è stato gratificato da una percentuale di consensi elevata: il 33,06%.

pagliacci calendarietto Adesso l’attenzione generale è rivolta ai ballottaggi di domenica prossima nella grandi città e nei capoluoghi di provincia dove la partita non si è ancora chiusa e dove regna qualche incertezza. Una delle domande che si pongono gli esperti e i sondaggisti riguarda la possibilità che si verifichino nelle urna delle leghe anomale di elettori che, escluso il loro primo candidato, si orientino o vengano sollecitati a votare tra i due superstiti quello che essi non avrebbero mai preso in considerazione.

Si ritiene scontato, per esempio, che gli elettori residui delle liste della Sinistra, non facciano mancare i loro voti alle candidate del M5S. E’ tra l’altro molto indicativo, anche in rapporto alla teoria della somiglianza tra M5S e PCI, il risultato molto deludente dei candidati della Sinistra a Roma e Torino. Molti elettori di Sinistra che osteggiano il PD hanno già imbucato la loro scheda nel contenitore più capace del M5S in occasione del primo turno, evitando intermediari per altro sicuramente affidabili.

Carmelo Balbi
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