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A condizioni climatiche sfavorevoli e presenza di ungulati si è aggiunta l'invasione degli istrici

Val Trebbia, coltivatori della patata quarantina in ginocchio

 Gli agricoltori della Val Trebbia lanciano l’allarme. Ad essere a rischio sono soprattutto le coltivazioni della patata quarantina Dop. Una serie di cause rischia di compromettere seriamente la produzione di quest’anno. L’ultima emergenza riguarda nuovamente la presenza eccessiva di animali selvatici, in particolare l’invasione di istrici avvenuta in questi ultimi giorni.

Michele Ravera, presidente del Consorzio della Quarantina spiega che «la situazione è attualmente fuori controllo, i danni provocati dagli ungulati quali cinghiali, daini e caprioli in questi ultimi mesi sono stati ingenti – fa presente Ravera che denuncia l’inefficacia di alcuni strumenti presi a sostegno degli agricoltori – il cosiddetto “pastore elettrico” che è stato dato in dotazione ai coltivatori si è rivelato, nella maggioranza dei casi, inefficace».

Una situazione di difficoltà che sta andando avanti da alcuni mesi, come ci illustra lo stesso presidente del Consorzio «durante il periodo della semina abbiamo avuto continue “visite” da parte dei cinghiali, che spesso hanno lasciato dei solchi giganteschi nel terreno, poi – prosegue Michele Ravera – tra la fine di marzo e la prima settimana di aprile abbiamo avuto delle gelate, mai viste nel periodo. Da metà maggio inoltre stiamo affrontando un periodo di siccità preoccupante, con assenza totale di pioggia se si escludono dei brevi e forti temporali avvenuti a fine giugno. A tutto ciò si è aggiunta attualmente l’emergenza istrici che, mangiando le radici, fanno morire i tuberi».

Coltivatori della patata quarantina in ginocchio, con una produzione che rischia di essere seriamente compromessa. Questa situazione drammatica sta riguardando un’area molto ampia che comprende il territorio dell’Appennino compreso tra le province di Genova, Piacenza, Parma e Alessandria.

Uno strumento efficace per prevenire le continue incursioni di ungulati e di altri animali selvatici è la “rete elettrosaldata” ma, come ci spiega il presidente Ravera «è uno strumento molto costoso, pesante e difficile da trasportare».

Il Consorzio della patata quarantina fa un appello alle istituzioni e alle associazioni di categoria «ci appelliamo a chi si occupa di prevenzione, è necessario che ascoltiate noi agricoltori» per fornire strumenti adatti per far fronte a questa nuova emergenza.

Fabio Mazzari
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