Home | Alessandrino | Scandalo Rifiuti – Cosa è sepolto nelle discariche di Novi Ligure e Tortona?

A seguito dell'inchiesta della procura di Brescia che è giunta fino a noi, il consigliere del M5S di Tortona Danilo Bottiroli chiede al Comune di Tortona di fare chiarezza in prima persona

Scandalo Rifiuti – Cosa è sepolto nelle discariche di Novi Ligure e Tortona?

Il Comitato cittadino contro i miasmi a Tortona

C’è di mezzo la salute delle persone e la tutela ambientale, l’amministrazione pubblica deve interessarsi in prima persona e non aspettare i documenti della Procura, il Comune di Tortona è il secondo azionista di Srt, ha tutta la voce in capitolo per fare qualcosa. Sarebbe una scelta di buon senso andare a verificare cosa è accaduto o non è accaduto nella discarica di Tortona. 27.000 tonnellate di rifiuti non scompaiono facilmente, occorrerebbero, a mio giudizio, delle analisi mirate per capire se ci siano situazioni ambientali a rischio.

Con queste parole Danilo Bottiroli, Consigliere Comunale di minoranza, chiedeva il 27 luglio scorso al Consiglio Comunale di Tortona di far luce sulla vicenda.

Ma cosa sta succedendo? Cerchiamo di fare il punto della situazione:

La Procura di Brescia, a seguito di un incendio sviluppatosi in una ditta di autotrasporti con deposito bresciana, constatava che all’interno del capannone bruciato erano state stoccate, senza le necessarie autorizzazioni, mille tonnellate di rifiuti urbani provenienti dalla Campania. L’indagine che ne è seguita ha accertato che il capannone era usato come deposito da una più strutturata organizzazione criminale che, attraverso la falsificazione di documenti, riusciva a smaltire nei termovalorizzatori tonnellate di rifiuti non preparati e che quindi mantenevano un alto rischio ambientale per il loro smaltimento.

In virtù di queste manovre illecite i titolari di alcune aziende di smaltimento rifiuti con sede tra Bergamo, Alessandria e poi si scoprirà anche Pavia e Savona, potevano proporre ribassi nelle gare d’appalto insostenibili per le aziende sane.

Le società di trattamento rifiuti “agivano con modalità che ricordano tanto quelle della camorra in Campania. Prendendo il rifiuto, modificando il codice CER che lo caratterizza, rimettendolo tal quale su un altro camion e mandandolo in discarica o inceneritore“.

L’inchiesta si è poi allargata anche ai territori di Novi Ligure e Tortona nelle cui discariche sarebbero state interrate in maniera fraudolenta e senza eseguire i necessari trattamenti circa 80000 tonnellate di rifiuti, 50.000 delle quali a Novi e 27.000 a Tortona.

In particolare l’accordo stipulato nel 2013 tra Aral, che gestisce la discarica di Castelceriolo, e Srt, che gestisce le discariche di Novi Ligure e Tortona, prevedeva che a Castelceriolo venissero trattate per conto di Srt 60 mila tonnellate annue di rifiuto indifferenziato in cambio di 90 mila tonnellate annue di Fos (frazione organica stabilizzata, cioè compost) da smaltire a Novi o Tortona.

Secondo il Gip di Brescia tali accordi “venivano utilizzati quale paravento per mascherare operazioni illecite nella gestione dell’intera filiera dei materiali (frazione umida del trattamento dei rifiuti urbani) provenienti dal Lazio e dalla Campania”. Dopo la stipula dell’accordo tra Aral e Srt si sono cominciati a sentire i miasmi in città.

Forse a questo punto la richiesta di far luce, quantomeno sulle implicazioni ambientali e di salute dei cittadini, è un atto dovuto e la richiesta di Danilo Bottiroli appare lecita. Cosa è sepolto nelle discariche di Novi Ligure e Tortona?

Foto: NoTavTerzoValico.info

 

 

Claudio Cheirasco
Gentile utente, ti ricordiamo che puoi manifestare liberamente la tua opinione con un commento all'articolo, che verrà moderato dalla redazione prima della sua pubblicazione. Affinché il tuo contributo possa essere pubblicato, dovrà attenersi alla Policy di utilizzo del sito: evita gli insulti, le accuse senza fondamento e mantieniti in topic.

Commenta l'articolo

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato* Campi obbligatori *

*

Torna ad inizio pagina