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Intervista al centrale oggi biancoceleste

Zappavigna: “Cara Albissola, mi manchi ma…”

 A prima vista sembra il classico scaricatore di porto, spalle robuste, barba da naufrago, sorriso malizioso che incuriosisce le donne piu’ disinibite, invece Enrico Zappavigna, ormai “zappa” per i suoi compagni, è semplice e accomodante con chiunque.

Domenica Zappavigna tornerà ad Albisola per affrontare la sua ex squadra, dove ha gioito lo scorso maggio per una salvezza insperata e dove considera ormai la sua seconda casa:”In effetti Albisola mi fa quest’effetto, conosco tutti ormai avendoci giocato per tre anni ma mai consecutivi”.

Oltre alla squadra ligure il buon Zappavigna si è fatto le ossa giocando a Ovada (insieme a Quaglieri) e poi ad Alba ma il cuore è rimasto nella riviera di ponente:”Sarei ipocrita se considerassi la gara con l’Albisola una gara qualsiasi ma, anche se loro sono ultimi con appena due punti noi vogliamo vincere”

Che ritorno sarà questa volta?”

Sarò emozionato nel rivedere i miei ex compagni anche se..”

Anche se cosa?”

Be, quest’estate, dopo aver ottenuto la salvezza, la dirigenza ha preferito rinverdire la rosa anziché rinforzarla e puntare su obiettivi piu’ alti, io speravo diversamente”.

Dove eravate carenti?”

In due-tre ruoli ma va bene così, anche se mi dispiace per come siano andate le cose rimarrò sempre grato all’Albisola”

Però domenica servono i tre punti”

Se vogliamo continuare a coltivare le speranze di arrivare ai play-off dobbiamo vincere tutte le partite rimanenti, a cominciare da domenica; sarà un piacere rivedere i miei ex compagni ma in campo…”

L’EDITORIALE: BASILICO, FRITTO MISTO E TRE PUNTI

di Mario Bertuccio

Cari lettori, la Liguria offre una gamma di prodotti gastronomici e piatti invidiabili; la cima alla genovese, il pesto con patate e fagiolini, il pesce al cartoccio, la focaccia; il posticipo di Albisola è una “trappola culinaria” da evitare, o perlomeno, da assaporare dopo una bella vittoria.

In trasferta, strano a dirsi, Moro e compagni hanno raccolto tredici punti, l’equivalente dei punti dello scorso anno lontano dal Palabarbagelata, quindi il margine di miglioramento è ampio.

Le vittorie esterne di questa stagione sono un inno al palato: i cuneesi di Fossano, i gianduiotti di S. Mauro, l’amaretto di Saronno, sarebbe una bestemmia ignorare il pesto e il branzino oppure un bel fritto misto; le portate sono lì, prima però bisogna compiere il dovere e poi ci si potrà riempire lo stomaco con prelibatezze che, solo a nominarle, valgono un set.

Mario Bertuccio
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