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Nelle segrete stanze non solo sospiri e bisbigli ma anche e soprattutto politica e affari

Io che tutto posso!!!!!!

Io che tutto posso!!!!!!

 

Antonio il prossimo anno ci saranno nella nostra città le elezioni…”, “Bella grana– risponde Salvatore- proprio in questo momento che, con questa crisi, teniamo i cantieri fermi e non sappiamo come investire le nostre risorse depositate in Svizzera”, “Certo con questo Sindaco andavamo bene, anche perché ormai c’era una reciproca conoscenza consolidata da tante cose che abbiamo fatto assieme”, “Ma Antonio non solo con il Sindaco, ma con tutti i Consiglieri ai quali abbiamo dato il loro contentino”, “Si è vero Salvatore, nelle passate elezioni i lavori procedevano senza intoppi anche perché i Consiglieri di Opposizione non hanno creato problemi”, “Certo Antonio, quali problemi avrebbero potuto crearci?! Li abbiamo scelti apposta perché stessero allineati e coperti!!!!”, “Silenzio, acqua in bocca. mi raccomando Salvatore, anche tra di noi, e soprattutto per telefono, di certi argomenti non parliamone. Una cosa piuttosto: a quel fotografo, Mineo mi sembra si chiami, che ci ha portato quel servizio su De Giovanni mentre era imboscato in macchina con il suo amichetto, abbiamo dato tutto quello che dovevamo darci?”, “Si certamente, a Mineo gli avevamo fatto avere dalla Regione quell’incarico per fornire le foto paesaggistiche per tutte le brochure dell’Assessorato al Turismo e quindi è contento, anzi si aspetta altri lavoretti. Persona preziosa è per noi”, “Già, effettivamente quando ci ha fornito le foto su quel rompiscatole di De Giovanni è stata una manna per noi. De Giovanni infatti è un uomo che ha molto seguito in città e che è molto votato. E anche se non ha vinto le elezioni avrebbe potuto dall’Opposizione crearci dei fastidi…”, “Eh! infatti compare Antonio la prima cosa che ha fatto quando si è insediato sul suo  seggio, ha promesso alla Maggioranza lacrime e sangue, te lo ricordi eh!!! Ma quando nella seconda seduta del Consiglio Comunale nella sua cartellina gli abbiamo fatto trovare quella busta con le foto scattate da Mineo sulle sue acrobazie in macchina con l’amichetto di turno, subito atteggiamento cambiò”. Mentre i due stanno parlando squilla il telefono di Antonio, era Cosimo, il suo capo-cantiere che era in portineria e voleva salire in ufficio “Si si vieni pure su che ti aspettiamo, c’è anche Salvatore, che dobbiamo concordare due cose”, Antonio mentre rispondeva si era alzato dalla sua manageriale poltrona per guardare dalla vetrata del suo studio di agente immobiliare, sito all’ultimo piano di un pretenzioso palazzotto neo-liberty, i tetti del centro storico della sua città. Guardando quella distesa ordinata di coppi, tra i quali svettavano alcune moderne costruzioni, segno indelebile della speculazione anni Sessanta, rivolgendosi a Salvatore, quasi sovrappensiero, sbotta “Tutto questo ben di Dio ce lo dobbiamo tenere ben stretto. Quindi dobbiamo pensare già fin da ora a come verranno formate le liste per le prossime elezioni”, “Giustissimo Antonio, dobbiamo darci da fare e Cosimo ci può dare una mano, ne sono sicuro, perché abbiamo bisogno sia di teste pensanti, anzi compare Antonio sarebbe meglio dire non-pensanti, e di manolavanza spicciola”. In quel mentre si apre la porta e Rosa, una bella e prosperosa ragazza del paese, che di mediterraneo aveva tutto ma proprio tutto, fa entrare il capo-cantiere che un po’ trafelato chiede subito un bicchiere d’acqua “Un casino successe in cantiere!” , “Che fu?” dissero quasi all’unisono Salvatore e Antonio tutti preoccupati, “Quello stronzo del geometra del Comune, è capitato in cantiere proprio mentre Ibrahim ci stava portando un gruppo di marocchini da adoperare in nero come scagliolisti e vedendoli ci ha detto che il suo appannaggio che mensilmente gli passiamo, non gli basta più e che se non gli aumenteremo la sua paghetta, non si sarebbe più girato dall’altra parte, e avrebbe riferito all’ufficio Provinciale del Lavoro i nostri traffici”. “Ma il geometra come cazzo si chiama…” “Quel fetuso si chiama Cutrì!” dice Cosimo, “Eh appunto Cutrì. Non è quel cornutazzo con la moglie che se la fa con l’assessore al’Urbanistica…?”, “Si proprio lui! Uno che fa carriera facendosi trombare la moglie da tutti gli assessori di turno”Eh allora altro che aumentare la paghetta!!!! Facciamo uscire questa storia, così non solo muto deve restare, ma pubblicamente cornuto deve apparire!!!”, “No non possiamo– dice il capo-cantiere- io di quello ne ho bisogno perché se poi lo cambiano e ne mettono uno peggio, che facciamo?!”, “Vero è fa Antonio – ma il prossimo mese mentre gli diamo la bustarella facciamoci trovare tra una banconota e l’altra una foto della moglie mentre maialeggia con l’assessore, così gli facciamo venire un po’ di strizza e lui fa come le tre scimmiette: non vede, non sente ma soprattutto non parla. Ma adesso cerchiamo di decidere su cosa fare per le prossime Elezioni” Antonio e Salvatore mettono al corrente Cosimo sulla necessità di individuare gli uomini giusti per formare il prossimo Consiglio comunale e per trovare la figura “giusta” del sindaco. Cosimo, che vive in mezzo ai suoi uomini, e conosce bene i nomi da proporre, subito assicura i suoi interlocutori, dicendo “Non preoccupatevi, già ci pensai. Come sindaco potremmo proporre l’attuale vice, che non prende una lira e quindi a noi non costa nulla ma è un pallone talmente gonfiato che pur di indossare la fascia tricolore farebbe qualsiasi porcheria. Mentre per il resto del Consiglio grosso modo potrebbero andare bene quelli che già ci sono. Squadra che vince non si cambia, si dice. Soprattutto l’attuale assessore all’Urbanistica – continua Cosimo – è culo e camicia con noi perché lo abbiamo coinvolto nell’acquisto di quei trenta ettari di terreni agricoli pronti per la prossima variante al Piano Regolatore”. Si – Antonio dice – ma il problema è nell’Opposizione, Di Giuseppe per il suo vizietto è ormai troppo sputtanato e non si può più ricandidare. Ne dobbiamo trovare un altro, anche lui ricattabile!”, “Io uno ce l’avrei afferma Salvatore – potrebbe essere quel professore, quello che insegna all’Università, che ha dato l’incarico di un dottorato di ricerca ad una sua ex studentessa, quel gran pezzo di femmina che si trombava regolarmente in quel nostro villaggio turistico che abbiamo in riva al mare. E se non bastasse tutti sanno che dà trenta a volte anche con lode a quelle studentesse che prima passano nel suo studio privato ad approfondire la materia”Si potrebbe andare bene – dice Antonio – ma abbiamo qualcosa in mano per poterlo incastrare  al momento giusto e ricattarlo se fa il furbo?”, “Certamente – Salvatore rassicura – una di queste studentesse, fresca fresca di laurea,  l’abbiamo fatta assumere alla Pubblica Istruzione con un contratto a tempo determinato e, se le promettiamo di trasformarlo in tempo indeterminato, questa tutto dice, ma proprio tutto!”, “Siamo sicuri perché non vorrei che poi ritrattasse”, dice preoccupato Antonio, “Impossibile è! – si intromette Cosimo – perché quella è cugina a Nunzia, che conosco bene, anche troppo. Regolarmente va a letto con l’attuale Sindaco, sempre nel nostro villaggio sul mare. E io lo so perché il custode era un nostro muratore, che ora fa il custode al residence”, “Bene bene, tutto tranquillo è – dice Antonio ­-  e quindi possiamo incominciare a lavorare per fare conoscere per tempo a quei caproni dei nostri concittadini, che pur di continuare a vivere nei loro piccoli traffici di bottega ci permettono di fare questo ed altro, le persone “giuste” che dovranno guidare la città, secondo i nostri interessi, per i prossimi cinque anni”, Allora telefono a Lo Jacono, il direttore del giornale, per preparare gli articoli di sostegno?” chiede Salvatore. “Certamente – risponde Antonio – e fagli sapere che se lui e tutto il suo staff di inchiostraioli non portano acqua al nostro mulino, tutti i contratti pubblicitari che adesso hanno e che li fanno vivere bene, verranno automaticamente cancellati”. “Si però Lo Jacono si fa forza per il fatto che è l’unico giornale presente sul territorio” dice Cosimo che, scarpe grosse ma cervello fine, riesce ad individuare il nocciolo della questione. In quel mentre si affaccia nello studio Rosa, che poi altro non è che l’amante di Antonio e che quindi può permettersi ogni tanto di suggerire qualcosa, e fa “Scusate ma casualmente ho sentito l’ultima parte della vostra conversazione. E vorrei segnalarvi che mio nipote, Nico, si è appena laureato in giornalismo e ha preso il patentino presso un giornale locale. Ha voglia di fare povera creatura!!!! Se voi volete, potrei farvelo conoscere…”, “Rosa– fa Antonio- come al solito risolvi i problemi! Portalo qui, a tuo nipote, che forse si potrebbe creare un altro organo di informazione a noi forse ancor più vicino!”, “Ma sicuro– dice Salvatore con una vena ironica- la pluralità di informazione ci vuole!”, “E così a Lo Jacono glielo mettiamo in quel posto!!!”. “Vero è – concordano tutti all’unisono e Antonio chiede a Rosa di servire qualcosa per brindare.  “Non è che poi mio nipote – dice Rosa tra un cin-cin e l’altro- possa andare nei guai? Sapete com’è il proverbio: verba volant ma scripta manent…”, “Tranquilla Rosuzza – risponde Antonio tradendo per un attimo il suo debole per la procace segretaria – che in Procura c’abbiamo Sciaccaluga, un piemme amico degli amici, pronto a coprirci tutto, come noi gli coprimmo i bisognini per la figlia che si droga o per i suoi, perché tutti in Tribunale sanno che è un vecchio puttaniere di prima classe” … e tutti vissero felici e contenti.

 

Questo è una conversazione immaginaria, ma non tanto immaginaria, di quello che accade nelle segrete stanze quando ci si avvicina alle elezioni, siano esse in piccoli paesi come nelle grandi città, perché sono i gruppi di pressione e le élites dominanti, in questo caso mafiose,  che poi alla fine tentano di decidere le sorti della gente. Abbiamo detto tentano perché, nella gran parte dei casi ci riescono, ma a volte falliscono. Sta a noi, farli vincere o farli perdere.

 

Robespierre & Scaramouche

 

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