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REGNANTI DI LUNGO CORSO

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Tra le varie perle dell’ing. Moretti, uno dei massimi responsabili dell’impressionante declino del trasporto pubblico ferroviario italiano, citiamo le più recenti decisioni o proposte:

Vagoni Freccia Rossa blindati: per chi viaggia in classe economica (economica si fa per dire, poiché anche in questa classe i prezzi dei collegamenti a lunga distanza sono in molti casi superiori a quelli dell’aereo) non è più possibile accedere agli altri vagoni. Durante il viaggio le porte rimangono bloccate, per cui solo i viaggiatori di prima classe possono accedere alla carrozza ristorante. Evidentemente non devono essere disturbati i viaggiatori più ricchi, che potrebbero sentirsi sminuiti dal contatto con persone con pedigree meno nobile. Un po’ come ai tempi di Luigi XIV. E pensare che Moretti viene dalla CGIL.

Solo grandi città: secondo Moretti, il trasporto ferroviario ha senso solo tra i grandi centri; gli altri si arrangino con autobus fumosi o con i mezzi privati.

Biglietti a fasce orarie: l’ultima geniale proposta dell’uomo al vertice delle ferrovie è aumentare il biglietto nelle fasce orarie più frequentate, in cui, almeno questo lo riconosce anche lui, i treni sono sovraffollati e insufficienti; così da incoraggiare i pendolari a usare i treni in altre fasce. La logica è questa: se il servizio è inadeguato, invece di investire sul suo rafforzamento, si scoraggia la gente a usarlo. Ridicolizzando nello stesso tempo sia il concetto di servizio pubblico sia le basi delle politiche di mercato, che renderebbero conveniente per un’azienda rafforzare il servizio dove c’è maggiore richiesta. Ma gli investimenti si fanno solo per scavare costosissime mega gallerie.

Siamo nel paese dove le mozioni di sfiducia verso ministri o governatori regionali discutibili e inadeguati sono respinte; verso i vertici di aziende pubbliche neppure ci si prova. Ma sarebbero tra i primi che si dovrebbe mandare a casa.

L’ing. Moretti, classe 1953 è stato Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana  dal luglio 2001 e Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato dal settembre 2006. Più volte contestato, non solo per i vari disservizi ma anche per la strage di Viareggio (giugno 2009) o per i blocchi del servizio in occasione delle pur prevedibili nevicate invernali, pare inamovibile. Probabilmente, rispetto ai predecessori, ha migliorato i conti; ma il trasporto ferroviario è diventato efficiente solo per i treni veloci e privilegiati, mentre il servizio locale sta scivolando a livelli da terzo mondo. Non è solo colpa sua, ovviamente, ma le sue prese di posizioni sono significative. In Italia i regni personali tendono a essere molto lunghi.  Lo avremo ai vertici delle ferrovie fino all’età del presidente Napolitano?

 

(fotografia da Wikipedia.it)

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